Porto di Diamante, la Provincia «non può decidere» sul ricorso dell’Ati Icad

L’ennesimo episodio fa riferimento al ricorso presentato dalla società concessionaria dei lavori che andrebbe a contrastare la decisione del Comune che lo scorso dicembre ha dichiarato decaduta la concessione demaniale. L’Ente dichiara però di non avere competenza sulle questioni attinenti il demanio marittimo

DIAMANTE Ulteriore episodio della serie sul porto di Diamante dedicato al ricorso presentato alla Provincia di Cosenza dalla società Icad Diamante blu, concessionaria dei lavori.
Come racconta il Quotidiano del Sud, l’atto andrebbe a contrastare il provvedimento del comune di Diamante, dello scorso 13 dicembre, che prevedeva la decadenza della concessione demaniale marittima. Il responsabile del procedimento della Provincia di Cosenza e lo stesso presidente Franco Iacucci, rispondono alla società sul ricorso, trasmesso a gennaio, da parte della Ati Icad. La Provincia fa sapere al responsabile della società che: «Non ha alcuna funzione in materia di Demanio marittimo. Pertanto, non può valutare nel merito le richieste dell’istante. Ritiene – si legge ancora – non accoglibile la richiesta di annullamento dell’atto adottato dal Comune di Diamante, attesa l’impossibilità di valutarne la legittimità».
L’Ente si dichiara dunque “incompetente” nel decidere sul ricorso, rinviandolo agli organi preposti dalla legge a tale ufficio.
Lo scorso dicembre (ve lo avevamo raccontato qui) gli uffici comunali di Diamante dichiaravano la decadenza della concessione demaniale, individuata dal progetto della Ati Icad Diamante Blu per la realizzazione dell’opera sulla base dell’assunto secondo cui «il concessionario appaltatore non ha più titolo per realizzare l’opera e pertanto la Regione Calabria, ente appaltante, dovrà procedere alla risoluzione del contratto sia per i lavori a mare che per quelli a terra. La decadenza deriva dalla morosità della società concessionaria in relazione al pagamento delle concessioni demaniali e, altresì, dalle indicazioni dell’Avvocatura dello Stato all’ufficio regionale del Demanio per le quali, nella sostanza, L’area portuale il concessionario andava revocato per non aver realizzato i lavori nei termini contrattuali previsti».







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