All’Asp di Cosenza arriva il manager last minute

CATANZARO Alessandro Moretti è l’uomo dell’ultimo minuto. Quando c’è da spuntare un incarico in zona Cesarini (magari anche a tempo scaduto), il suo nome salta fuori sempre. Era successo alla…

CATANZARO Alessandro Moretti è l’uomo dell’ultimo minuto. Quando c’è da spuntare un incarico in zona Cesarini (magari anche a tempo scaduto), il suo nome salta fuori sempre. Era successo alla Regione Lazio ed è capitato di nuovo a Catanzaro, dopo la riunione di giunta che ha mandato a casa Gianfranco Scarpelli, dg dell’Asp di Cosenza in quota Gentile. Scopelliti era ansioso di sottrarre una casella al nemico-alleato e l’esecutivo (che non presiede più ma lo ha incontrato prima di ratificare la decisione) gli ha dato una mano. Lo ha fatto anche il subcommissario al Piano di rientro Andrea Urbani: sarebbe stato l’ex manager laziale a fare il nome di Moretti, con il quale condivide provenienza geografica e politica. Roma e l’entourage di Renata Polverini, luoghi cari alla vecchia Alleanza nazionale, disciolta nel Pdl e poi – solo in parte – nell’Ncd.

 

MORETTI LAST MINUTE
Si diceva di Moretti che predilige le nomine last minute. L’ultimo caso è eloquente. Bisogna, però, tornare indietro nel tempo di circa un anno e mezzo. Quando il 2012 volge al termine e la giunta Polverini vacilla sotto i colpi dello scandalo dei rimborsi ai consiglieri, il governatore del Lazio gioca le ultime carte sulle nomine: un direttore amministrativo all’Asl Roma A e un altro per Roma H a meno di due mesi dalle elezioni e dalla scadenza dei direttori generali. Le poltrone si riempiono nonostante la lettera durissima di Enrico Bondi, commissario straordinario della Regione che aveva espresso «parere sfavorevole alle nomine già operate» da Renata Polverini. Bondi, però si dimette e gli iter vanno avanti. Il primo ad accomodarsi è proprio Alessandro Moretti che, con una nomina datata 21 dicembre 2012, si è insediato nel ruolo di direttore amministrativo della Asl Roma A con un contratto di 5 anni. La scelta di Moretti non è casuale: è stato capo segreteria dell’assessorato alla Salute della Regione, retto in quegli ultimi tre anni (dal 2009 al 2012) dalla Polverini. Le Asl laziali non sono interessate ai pareri sfavorevoli. E, almeno in questo, sono uguali a quelle calabresi, dove i titoli contano fino a un certo punto, perché viene prima l’appartenenza politica.

 

DAL CALCIO ALLA SANITÀ
Già, il curriculum. Quello di Moretti attira qualche critica. Nei corridoi della sanità laziale circolano voci insistenti sull’illegittimità della sua nomina, si sollevano dubbi sulla sua esperienza nel settore. Una laurea in Scienze della Comunicazione (e non in Scienze economiche e giuridiche) e una serie di esperienze varie nel campo della telecomunicazione e del marketing. Nulla che abbia a che fare con la direzione di strutture sanitarie apicali, nessuna esperienza professionale specifica. Almeno fino al 2011, Moretti si è occupato d’altro. Per esempio, poco dopo la laurea, arrivata nel 1997, ha lavorato per la “Ss Lazio calcio spa”, occupandosi della gestione dei rapporti con la tifoseria organizzata e di iniziative di marketing rivolte ai supporter biancazzurri. Ha lavorato nelle relazioni esterne di un gruppo specializzato nella costruzione e installazione di sistemi climatizzanti. E ancora per società specializzate in telecomunicazioni, come Ericsson e H3G. Nel 2011 è arrivato il colpo di fulmine con la sanità: componente del nucleo regionale di controllo sanitario, nella struttura che gestisce il Piano di rientro per la Regione Lazio. E poi il passaggio alla segreteria dell’assessorato retto da Renata Polverini. Inizia così il viatico che lo porta in Calabria, fino alla nomina last minute che ha sigillato l’inizio ufficiale dello scontro tra Scopelliti e i fratelli Gentile.

 

Pablo Petrasso







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