«Per le promozioni l’Arsac avrebbe dovuto aspettare il nuovo governo regionale»

Riceviamo e pubblichiamo. Non mi sono accorto di essere “scivolato”, bensì, questo sì, di aver sentito il dovere di dire quello che pensano in molti. Mai avuto dubbi sui diritti…

Riceviamo e pubblichiamo.

Non mi sono accorto di essere “scivolato”, bensì, questo sì, di aver sentito il dovere di dire quello che pensano in molti. Mai avuto dubbi sui diritti dei lavoratori, compreso quelli dell’Arsac, ma neanche sui doveri che spettano a un direttore generale. Pertanto, ribadisco la contrarietà al comportamento del Direttore Generale dell’Arsac. Visto che l’accordo produrrà i suoi effetti dal 1 Aprile p.v. si poteva sottoscrivere dopo un doveroso confronto con il nuovo governo regionale.
Nel merito sarebbe utile che l’Arsac spiegasse quale esigenza e chi ha determinato che lavoratori assunti come operai agricoli, nel tempo, siano diventati impiegati. Questo per evitare che si ripetano atteggiamenti irresponsabili che rischiano di penalizzare le competenze e l’attività di un qualsiasi Ente o Amministrazione Pubblica. Richiamare l’attenzione su una brutta prassi consolidata nelle strutture pubbliche calabresi, che ha creato tante ingiustizie, e consentito di premiare le competenze non per titoli adeguati o concorsi ma solo per mansioni svolte e senza certezze dei risultati, afferisce alla non più rinviabile necessità di essere coerenti verso i tanti Giovani laureati e anche con master che scappano dalla Calabria. Forse occorre preoccuparsi e impegnarsi di più per chi il lavoro non l’ha o lo ha perso.

Pietro Molinaro
consigliere regionale Lega







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