Dune dell’Angitola, Ferrara: «Bonifica immediata dell’area»

Interrogazione dell’europarlamentare pentastellata alla Commissione europea sulla gestione del sito protetto nel Vibonese: «Occorre tutelare la zona»

SERRA SAN BRUNO «Ho presentato una interrogazione alla Commissione europea al fine di segnalare lo stato di cattiva conservazione in cui versano le Dune dell’Angitola, sito di interesse comunitario (Sic)». L’eurodeputata del Movimento 5 stelle Laura Ferrara accende i riflettori su una delle poche aree costiere sabbiose del versante tirrenico calabrese per le quali, da tempo, si attendono iniziative volte alla difesa dell’habitat.
«Come riportato da alcune testate giornalistiche – è detto in una nota – la costa vibonese è stata seriamente danneggiata dalle ultime mareggiate di questo inverno. Danni che hanno interessato anche l’area denominata “Dune dell’Angitola” presso le quali oltre alla sabbia e materiale vegetale sono stati rinvenuti rifiuti di varia natura come materiale plastico, polistirolo e persino pneumatici in disuso».
«Tutto ciò determina – prosegue Ferrara – ovviamente una situazione di degrado ambientale che rischia di alterare in modo serio la buona conservazione degli habitat naturali e degli habitat di specie di un’area che rappresenta uno dei pochi esempi di complesso di vegetazione delle dune costiere».
«Riferendomi alla direttiva 92/43/CEE – sottolinea la europarlamentare pentastellata – chiedo alla Commissione se ritiene che le autorità preposte stiano garantendo un’adeguata sorveglianza dello stato di conservazione dell’area e se, contestualmente, intende sollecitare chi di dovere, in primis la Regione Calabria, ad effettuare un urgente sopralluogo e predisporre adeguato piano di bonifica e di rimozione dei rifiuti dall’area».
«Nel 2016 la Regione Calabria approvava le misure di conservazione delle aree Sic-Zsc – conclude Ferrara -, misure finora disattese e non solo per quanto riguarda la tutela del sito delle Dune dell’Angitola. Sarebbe opportuno, a questo punto, che il neo assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio, incentrasse la sua attività affinché queste misure vengano finalmente applicate e, perché no, integrate così da garantire una buona conservazione degli habitat presenti in tutte le aree Sic calabresi».







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