Tagli alle Ferrovie, Stasi: la Calabria rischia l’isolamento

CATANZARO «Il progetto portato avanti da Rfi e Trenitalia e le soppressioni operate sui treni a lunga percorrenza, creano enormi disagi alla Calabria, oltre che mettere a rischio di isolamento di una parte consistente…

CATANZARO «Il progetto portato avanti da Rfi e Trenitalia e le soppressioni operate sui treni a lunga percorrenza, creano enormi disagi alla Calabria, oltre che mettere a rischio di isolamento di una parte consistente della regione». Lo dichiara la presidente facente funzioni della Regione Antonella Stasi. «Un atteggiamento – aggiunge – che è stato lungamente ribadito in questi mesi più volte ai tavoli nazionali e che confermano una volontà a consolidare una tendenza che è quella di un’Italia che viaggia a due velocità, con un’azienda solo apparentemente di diritto privato che attua una cieca strategia commerciale a vantaggio dell’alta velocità, quasi completamente assente in Calabria, e a discapito del servizio ferroviario tradizionale preponderante al Sud. Sono già diversi mesi che abbiamo avviato un confronto per bloccare i programmi di Rete Ferroviaria Italiana che prevedono il declassamento in fermata di molte stazioni della linea ionica. Rimane pertanto non accettabile il depotenziamento di intere tratte ferroviarie già penalizzate, basato solo su discutibili dati economici, che rischia di ridurre l’appetibilità del nostro territorio oltre che il diritto alla mobilità dei calabresi. Proprio adesso che godiamo dell’importante risultato di poter vedere finalmente avviato il progetto di elettrificare la linea ferroviaria jonica, dove la Regione Calabria, in particolare il presidente Scopelliti, ha voluto assegnare ben 80 milioni di euro per questo progetto che proprio due settimane fa è stato consegnato. E se da un lato la Regione vuole investire sulla ferrovia jonica di contro non accetteremo impassibili la decisione drastica di riduzione di servizi ferroviari essenziali. Abbiamo già attivato nei scorsi mesi azioni e pressioni concrete assieme all’assessore Fedele e così continueremo, ancora di più nelle prossime settimane, fino ad avere una risposta concreta da parte del Gruppo Ferrovie dello Stato». «Il programma portato avanti da Rfi – prosegue Stasi – e denominato “right sizing” (giusto dimensionamento), è un vero e proprio depotenziamento della linea ferroviaria ionica in relazione all’attuale livello dei servizi. Se questo depotenziamento fosse davvero adeguato, non si avrebbero ripercussioni sui servizi, ma di questo noi in Regione non ne siamo convinti. Abbiamo già fatto le nostre verifiche e l’eliminazione di fasci di binari intralcia e ostacola il tentativo che stiamo portando avanti come Regione Calabria finalizzato a migliorare il numero di treni per servizio regionale, e un taglio così come sta portando avanti Rfi, non consentirà più alcun ampliamento dei servizi proprio a causa della carenza di “spazio” lungo la linea, che sappiamo essere a binario unico. Nella variazione di bilancio approvata dalla giunta regionale qualche giorno fa ben 30 milioni sono stati destinati al Trasporto pubblico e con l’ulteriore variazione che è già programmata nel mese di luglio, pensiamo di integrare risorse fino a eliminare quasi completamente i tagli ai servizi regionali. Ma diminuendo l’infrastruttura e il numero di punti di incrocio, automaticamente diminuisce la possibilità di incrementare il traffico. Il nuovo programma di esercizio ferroviario regionale che entrerà in vigore entro dicembre 2014 prevede sostanziali modifiche sulla linea ionica. Ci saranno treni veloci, che effettuano poche fermate, affiancati da treni che effettuano tutte o quasi tutte le fermate oggi previste. Questa differenza di velocità fra i treni sarà difficilmente gestibile se, come sembra, Rete ferroviaria italiana trasformerà molte stazioni in fermate. Infatti a meno di modificare gli orari non su esigenze di mobilità ma sulla base dei vincoli della linea, sarà necessario che i treni più lenti effettuino lunghe fermate nelle poche stazioni dotate di binari di precedenza. Ci saranno inoltre treni che collegheranno direttamente Crotone con Catanzaro Lido e Lamezia Terme, che consentiranno di giungere sulla linea tirrenica senza cambiare mezzo, e che devono essere programmati per giungere alla stazione di Lamezia in coincidenza con i servizi esistenti, e non in base agli orari che la ridotta potenzialità della linea consentirà di effettuare». La presidente facente funzioni della Regione evidenzia inoltre che «già alcune delle modifiche previste ai servizi si rendono difficili proprio per via delle limitazioni della rete ferroviaria, come ad esempio il treno veloce Sibari-Paola, che trova difficoltà ad essere inserito nel collo di bottiglia
costituito dalla linea Paola-Cosenza, dove di recente ci risulta che Rete Ferroviaria Italiana ha sconsigliato gli incroci nella galleria Santomarco (ed è proprio questo l’esempio dell’effetto negativo dell’impossibilità di effettuare incroci). Peraltro in queste condizioni sarà presumibilmente impossibile applicare sulla linea ionica lo stesso principio che da dicembre è previsto sulla linea tirrenica, e cioè l’incrocio nelle principali stazioni allo stesso orario dei treni che marciano in direzione sud-nord e nord-sud, che consentirà una migliore intermodalità fra il ferro e la gomma e anche più coincidenze fra i servizi ferroviari. Ci sono già alcuni incontri programmati nelle prossime settimane e Rete Ferroviaria italiana (Rfi) dovrà dimostrare che questa operazione di “right sizing” sulla linea ionica non impatta sui servizi». «Non accetteremo e non possiamo accettare semplicemente – conclude Stasi – che i treni riescano comunque a transitare, perché vogliamo che transitino secondo le esigenze di mobilità dei cittadini calabresi e non secondo un’offerta di servizi vincolata dalle possibilità tecniche dell’infrastruttura». (0050)







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