Cavallaro (Cisal): «Quale parametro di povertà sarà preso in esame?»

Il segretario generale del sindacato esprime forti perplessità circa l’ultimo strumento scelto dal governo nel fronteggiare l’emergenza. «E’ davvero difficile non sottolinearne la scarsa incisività»

CATANZARO «Evidentemente non si ha idea di quanto occorra ad una persona per vivere, o meglio sopravvivere, per un mese». Così il Segretario Generale della Cisal Francesco Cavallaro all’indomani del nuovo Dpcm annunciato ieri sera dal Presidente del Consiglio. «Come sempre faremo una analisi dettagliata del provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma – spiega Cavallaro- è davvero difficile non sottolineare la poca incisività di questo ultimo strumento, non rispondente alle esigenze dei cittadini e specie quelli che vivono una profonda condizione di disagio aggravata da questa grande emergenza. Sul tavolo – continua – sono stati messi 4,3 miliardi ai quali sono stati aggiunti ulteriori 400 milioni. Il primo blocco è solo una anticipazione di fondi che lo Stato già destina ai Comuni. Quindi, praticamente una non notizia. I 400 milioni, invece, dovranno essere ripartiti tra i cittadini che, parole di Conte “non possono più fare la spesa”. Quale sarà il parametro di povertà preso in esame? I poveri assoluti censiti in Italia sono circa 5 milioni. Quelli in povertà relativa 9 milioni. Basta prendere una calcolatrice – conclude Cavallaro – per capire che la cifra venuta fuori, in entrambi i casi, non sia sufficiente neppure a fare la spesa per una settimana».







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