«A settembre chiudiamo le cliniche»

COSENZA «Restando così le cose a settembre il comparto della sanità privata nella provincia di Cosenza sarà costretta a chiudere e a ricorrere a cassa integrazione e licenziamenti». Questa allarmante…

COSENZA «Restando così le cose a settembre il comparto della sanità privata nella provincia di Cosenza sarà costretta a chiudere e a ricorrere a cassa integrazione e licenziamenti». Questa allarmante prospettiva è stata annunciata da Enzo Paolini, presidente dell’Aiop, durante la conferenza stampa che si è svolta presso l’Azienda sanitaria provinciale.
Al’inizio l’evento aveva quasi il senso di una occupazione, infatti Paolini e i rappresentanti delle cliniche private erano in piedi nel corridoio che dava acceso alla stanza di Scarpelli, il quale affacciatosi sulla soglia ha invitato tutti a entrare. In realtà si è capito subito che lo stesso Scarpelli non è la controparte, essendo lui per primo a sparare ad alzo zero contro le decisioni della Regione. E dalla Regione era venuto solo Rosario Mirabelli, consigliere eletto con il centro sinistra in Autonomia e diritti, passato poi al gruppo misto e da qui nel Nuovo centrodestra e che oggi ha annunciato il suo ritorno al Misto, perché fortemente critico con la gestione commissariale della Sanità regionale. Mancavano invece tutti gli altri numerosi consiglieri e assessori votati nella provincia di Cosenza.
L’annunciata Caporetto della sanità privata nella provincia di Cosenza è nei numeri che snocciola Paolini. Infatti il territorio cosentino è il solo a essere penalizzato con una decurtazione di ben cinque milioni di euro sul budget complessivo. A questa penalizzazione si deve aggiungere, spiega ancora Paolini, la forzata riconversione cui le cliniche della provincia sono state costrette, con un aumento di 120 posti per i casi post acuti, «con conseguenze gravosissime per le imprese private che operano nella sanità».
A confronto con questa situazione le altre province non solo non subiscono danni se non irrilevanti, ma anzi in alcuni casi vedono incrementare il loro budget. Come per esempio accade all’Asp di Crotone, che si arricchisce di circa tre milioni di euro.
Restano misteriose le ragioni di tali differenze, che consentono a Paolini di fare della facile ironia sulla destinazione del denaro risparmiato sulla pelle del servizio sanitario della provincia di Cosenza, infatti il presidente dell’Aiop ironicamente aggiunge che «probabilmente vogliono trattenere quelle somme per farne altro».
Pure ironicamente stupito della differenza di trattamento si è detto Scarpelli, che ha rivendicato per il suo lavoro il merito di una efficace riorganizzazione del comparto privato della sanità e che ha spiegato che le sue rimostranze avanzate alla Regione sono rimaste inascoltate, «forse perché lì sono troppo impegnati a decidere chi deve venire al posto mio».
Non meno severo è stato, nei confronti della Regione, il consigliere di maggioranza Mirabelli, che ha messo sotto accusa la classe dirigente regionale eletta nella provincia di Cosenza. In realtà questo territorio è rappresentato da una forte compagine di consiglieri e da non pochi assessori di peso e tuttavia «è storicamente penalizzata sul piano sanitario». Questa inefficienza, secondo Mirabelli, dovrebbe indurre alle dimissioni coloro che hanno gestito la stagione commissariale della Sanità regionale ed è a causa di questa grande delusione che lo stesso consigliere migra nel gruppo misto.

 

Michele Giacomantonio







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