Covid-19, Viscomi: «Indennità di rischio anche per i sanitari calabresi»

Il deputato Dem denuncia la differenziazione su base territoriale della tutela del personale impegnato a contrastare il Coronavirus. Naddeo (Aran): «Sperequazione che può essere risolta con un confronto con la Regione»

ROMA «Quando lavorare fa rima con rischiare, la tutela del personale sanitario Covid-19 non può essere differenziata su base regionale. Ad eguale rischio eguale indennità. Dovunque, e quindi anche in Calabria». Lo afferma, in un tweet, il deputato dem Antonio Viscomi. Il riferimento del parlamentare, rilanciato nel profilo Twitter del gruppo del Pd, è alla «necessità che in tutte le regioni sia riconosciuta l’indennità di rischio per il personale sanitario interessato, al momento attribuita soltanto in alcune regioni come il Lazio e in Abruzzo».
NADDEO (ARAN): «TAVOLO REGIONALE PER ESTENDERE LE INDENNITÀ» «Purtroppo il Contratto nazionale di lavoro è tassativo nell’individuare le fattispecie legate alla erogazione delle indennità. Consente però una possibilità di estendere le indennità mediante un confronto regionale». Così il presidente dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale (Aran) Antonio Naddeo interviene con un tweet sul tema sollevato dal deputato dem Viscomi. Una questione, quella della differenziazione per territori delle indennità di rischio che spettano ai sanitari, delicata e che per questo potrebbe essere affrontata anche con uno specifico tavolo tecnico con la regione. «Comunque basterebbe un intervento sul decreto legge “Cura Italia” per risolvere – scrive ancora Naddeo per risolvere la questione «anche per le risorse».







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