Pd, insiste il “partito” delle primarie

CATANZARO «Avevamo inteso che le correnti nel nostro partito non esistevano più. Leggendo il documento di alcuni esponenti dell’area renziana, pubblicato oggi sulle agenzie giornalistiche, ci siamo dovuti ricredere. Forse…

CATANZARO «Avevamo inteso che le correnti nel nostro partito non esistevano più. Leggendo il documento di alcuni esponenti dell’area renziana, pubblicato oggi sulle agenzie giornalistiche, ci siamo dovuti ricredere. Forse avevamo capito male. Abbiamo avuto prova che invece di privilegiare il confronto negli organismi di direzione politica con la consapevolezza di dover indicare un progetto di governo ed un candidato alla presidenza della Giunta Regionale in maniera responsabile e credibile, si preferisce da parte di alcuni attardarsi in artifici tattici propri dei peggiori vizi della vecchia politica. Anche in ragione del principio federale pensiamo e crediamo che a decidere per la Calabria devono essere gli organismi territoriali del partito». Firme contro firme. E se Magorno ha raccolto le firme per Canale subito gli amici di Mario Oliverio si mobilitano per fare altrettanto. Perché in Calabria i Pd sono (almeno) due.
E per insistere sulle primarie che dovrebbero scegliere il candidato governatore ecco la nota firmata, fra gli altri, dai parlamentari Brunello Censore ed Enza Bruno Bossio, dai consiglieri regionali Guccione, Giamborino e Adamo, dai segretari provinciali Michele Mirabello (Vibo Valentia), Luigi Guglielmelli (Cosenza) e dal segretario regionale Gd Mario Valente. «Restiamo convinti – scrivono – che il candidato unitario di tutta la coalizione uscirà dal confronto libero e democratico che si è avviato con la decisione unitaria assunta dall’assemblea regionale del Pd, alla presenza del vice segretario nazionale on. Lorenzo Guerini, con l’approvazione del regolamento da parte della direzione regionale di ieri, alla presenza del responsabile nazionale degli Enti locali Stefano Bonaccini e che ci porterà a sceglierlo il 21 settembre con le primarie».
«Il documento di alcuni esponenti dell’area renziana assume, invece – sostengono -, il significato di un’azione strumentale al solo scopo di contrastare la candidatura di Mario Oliverio che rappresenta la vera discontinuità con la melassa che ha caratterizzato la vicenda politico-istituzionale regionale nell’ultimo decennio. La candidatura di Mario Oliverio è e resta in campo a disposizione della Calabria e dei calabresi non per giochi e giochini. Chi tra i candidati vincerà le primarie sarà il nostro candidato presidente alle prossime elezioni regionali». Il muro contro muro continua, con la base che assiste attonita alle diatribe dei suoi dirigenti.







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