Lotta alla pandemia, Bevacqua: «L’Asp fornisca risposte immediate alla Sibaritide»

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale ed i quattro circoli coriglianorossanesi in rivolta dopo le dichiarazioni di Martino Rizzo. «Si risolvano i problemi oppure ci rivolgeremo alla Procura»

CORIGLIANO ROSSANO Le dichiarazioni rilasciate da Martino Rizzo al Corriere della Calabria, stanno facendo discutere. E non poco. La durissima denuncia “dal di dentro” del responsabile del Settore Igiene e Sanità Pubblica dell’Asp per l’area della Sibaritide (qui la notizia) ha richiamato le attenzioni, fra gli altri, del deputato Francesco Sapia (qui la notizia), del Pd regionale e di quello locale.
Ad intervenire sulla questione, per i dem calabresi è Domenico Bevacqua. Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, in una nota, lancia un appello all’Asp.
«GESTIONE PREOCCUPANTE DELL’ASP DI COSENZA» «Le parole di Martino Rizzo, responsabile del Settore Igiene e Sanità Pubblica dell’Asp per l’area della Sibaritide, non possono essere lasciate cadere nel vuoto, soprattutto perché il dottor Rizzo è uno di quelli che operano sul campo, effettuando i tamponi. Ci troviamo di fronte a un professionista da tutti stimato e rispettato per la sua serietà. La denuncia è dura e, se corrispondesse al vero, delineerebbe un quadro davvero preoccupante rispetto allo stato della gestione dell’Asp di Cosenza».
«Non si può restare inerti – insiste Bevacqua – quando si legge che la sua équipe, oltre a dovere quotidianamente elemosinare i dispositivi di protezione individuale, non percepisce retribuzione da due mesi: si tratta di quelli che rischiano la propria salute mettendosi al servizio del diritto alla salute di tutti; si tratta di quei professionisti che abbiamo imparato a chiamare “eroi”, ma che chiedono soltanto di essere messi nelle condizioni di fare il loro lavoro. Se si aggiunge che, a detta sempre del dottor Rizzo, si registrano ritardi continui nell’esito dei tamponi effettuati, si comprende come manchi la consapevolezza dell’importanza vitale di un’azione territoriale che, fra gli altri, sta monitorando i focolai di Oriolo e Bocchigliero».
«La Sibaritide – conclude Bevacqua, sponsor “ufficiale” del sindaco Flavio Stasi durante le scorse elezioni – non può essere una periferia abbandonata a sé stessa. La Sibaritide reclama la dignità che compete alle sue comunità e il commissario Asp Zuccatelli ha il dovere di fornire risposte immediate e, ove ci sia da rimediare, di farlo senza indugi».
«ADESSO BASTA» Al capogruppo del Pd in Consiglio regionale, fanno eco i dem di Corigliano Rossano. In una nota dai toni perentori, il Pd intimida all’Asp di risolvere i problemi, oppure si rivolgerà alla Procura della Repubblica.
«Adesso basta – sostengono i quattro circoli di Corigliano Rossano in una nota – siamo con gli operatoridella sanità e pretendiamo che venga rispettato la sicurezza del personale sanitario e il diritto alla salute del nostro territorio».
«Conosciamo il dottor Rizzo e ne apprezziamo la professionalità e ringraziamo lui e tutto il personale medico, paramedico e gli operatori per come stanno conducendo la lotta al Covid 19, pur nelle gravi difficoltà che registra la sanità territoriale. Con grande amarezza – dichiarano i dem – abbiamo l’ulteriore conferma del già denunciato precario stato della sanità sibarita e di come i nostri operatori e, più in generale, i cittadini siano “abbandonati al loro destino”».
«È giunta l’ora di dire basta a quest’andazzo e per questo chiediamo pubblicamente al presidente della Regione, Jole Santelli, invitando contestualmente i nostri rappresentanti in Consiglio regionale a presentare in proposito formale interrogazione urgente, che si interessi di pagare il dovuto agli operatori del 118; di processare i tamponi effettuati nella Sibaritide in massimo 24 ore; di autorizzare e fornire il laboratorio di Corigliano Rossano di quanto necessario per processare i test; di fornire immediatamente i dispositivi di protezione individuale previsti per legge agli operatori sanitari».
Il Pd di Corigliano Rossano conclude evidenziando come non si possa sostenere la fase 2, «più importante della fase 1, in queste condizioni».
«Abbiamo il pieno diritto alla salute e ne pretendiamo il rispetto e la sua tutela. Vogliamo risposte immediate e urgenti altrimenti saremo costretti a presentare un esposto alle autorità competenti». (lu.la.)





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