Coronavirus, Irto: «Una legge regionale per rendere trasparenti le donazioni in sanità»

La proposta del consigliere regionale: «La giunta le incentivi con una quota di compartecipazione e una clausola valutativa per monitorarne l’andamento attraverso una relazione annuale dell’esecutivo»

Nicola Irto

REGGIO CALABRIA Una proposta di legge regionale per regolamentare e rendere più trasparenti le donazioni in sanità, che si sono moltiplicate negli ultimi mesi a causa dell’emergenza coronavirus, è stata presentata dal consigliere regionale della Calabria Nicola Irto (Pd). Il provvedimento, spiega l’estensore della normativa, «servirà a rendere più semplici e chiare le procedure per gli atti di liberalità a favore delle nostre strutture sanitarie».  «La nostra – afferma – è una delle nazioni più colpite in assoluto dalla pandemia di Covid-19, ma proprio in questi mesi gli italiani hanno confermato di essere mossi da una grande generosità che si è spesso tradotta in raccolte fondi, acquisti di dispositivi di protezione individuale e di strumentazioni mediche a favore delle equipe sanitarie impegnate sul campo». La proposta di legge, è scritto in una nota, «nasce dalla volontà di valorizzare le donazioni e gli atti di liberalità di cittadini e associazioni nei confronti di aziende ed enti che operano nel settore della sanità pubblica della Regione Calabria». La nuova normativa, ad avviso del rappresentante del Pd, «invera il principio di sussidiarietà che all’articolo 118 della Costituzione chiede agli enti locali di valorizzare l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale. Norma, questa, richiamata anche dallo Statuto della Regione». Sullo sfondo si pone «il diritto alla salute, garantito dall’articolo 32 della Costituzione, la cui salvaguardia assume una primazia assoluta, oggi più che mai, nella scala gerarchica dei beni giuridici a cui lo Stato appresta la propria tutela». La proposta riguarda, nello specifico, le donazioni a favore delle aziende sanitarie, delle aziende ospedaliere e di tutti gli altri enti o aziende pubbliche operanti nel settore sanitario, socio-sanitario e sociale della Calabria. «Lo spirito della legge – aggiunge Irto – muove dalla necessità di contemperare l’atto di liberalità con le effettive esigenze della rete sanitaria regionale. Le donazioni in sanità, settore nel quale esistono molti interessi, devono avvenire con modalità trasparenti e al riparo da eventuali situazioni di conflitto d’interesse». Le donazioni di beni e le liberalità in denaro con vincolo di destinazione dovranno avere attinenza con i fini istituzionali degli enti e dovranno essere preventivamente valutate dagli enti beneficiari. «La proposta di legge – conclude la nota – prevede la possibilità che la giunta regionale incentivi le donazioni con una quota di compartecipazione e una clausola valutativa per monitorare l’andamento delle donazioni attraverso una relazione annuale dell’esecutivo. Una scelta, quest’ultima, in linea con l’attività svolta in ambito nazionale ed europeo dal Consiglio regionale della Calabria nella passata legislatura, proprio sotto la presidenza di Nicola Irto, in materia di ‘policy evaluation’».





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