Il Corsera: «La Calabria non invia i dati al governo». Ma nell’elenco degli inadempienti la Regione non c’è

Un servizio del Corriere della Sera segnala il ritardo nella trasmissione degli ultimi elementi al Consiglio dei ministri per consentire la ripartenza in sicurezza. La comunicazione della Conferenza delle Regioni, però, non segnala la Cittadella tra quelle “messe in mora”

CATANZARO I governatori vogliono ripartire, ma non tutti hanno offerto la collaborazione attesa. Tra i ritardatari, secondo il Corriere della Sera, ci sarebbe anche la Calabria. Ma il dato non risulta alla Cittadella, alla quale è arrivato un elenco delle Regioni “messe in mora” che non include la nosta.

IL CORSERA: CALABRIA IN RITARDO Il servizio del Corsera racconta la strada (politica) di avvicinamento verso la fase 2, tracciata dal governo nella riunione di venerdì nella quale Conte ha illustrato il decreto riaperture prima di fare il punto con i presidenti delle Regioni e i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza.
«Sul tavolo – scrive il Corriere – ci saranno le tabelle e i grafici del monitoraggio del rischio Sars-Cov-2, realizzato regione per regione secondo i 21 punti previsti dal decreto del ministro della Salute. Ma nonostante l’importanza di queste informazioni, non tutti i governatori hanno fatto bene i compiti a casa. Giovedì pomeriggio la Calabria, ad esempio, non aveva ancora inviato i dati, tanto che i ministri Boccia e Speranza hanno scritto ai governatori per segnalare la “criticità nella disponibilità dei dati”». Il testo, uguale per tutti, era dunque dedicato in modo particolare alla Cittadella: «Caro presidente, la completezza e la correttezza dei dati da acquisire costituiscono il presupposto indispensabile per la tenuta del sistema di valutazione del rischio». Per determinarne il livello bisogna incrociare l’eventuale trasmissione «non controllata non ingestibile di Sars-Cov-2» con gli indici di tenuta del servizio ospedaliero locale. «La acquisizione tempestiva dei dati costituisce condizione essenziale per il corretto funzionamento del sistema di rilevazione e contenimento del rischio collegato alla gestione di una nuova epidemia non controllata». Un messaggio chiaro: per riaprire serve un controllo più serrato, altrimenti sarà difficile ripartire in sicurezza.

NELL’ELENCO LA CALABRIA NON C’È Dalla Regione, però, esibiscono una comunicazione dalla quale i ritardi non si evincono. Il testo, inviato dalla Conferenza delle Regioni agli assessori alla Salute e ai manager, assolve la Cittadella. Eccolo: «Gentilissimi, abbiamo avuto notizia che sta per arrivare una lettera a firma dei Ministri Boccia e Speranza che mette in mora le Regioni per mancata comunicazione dei dati richiesti per l’alimentazione del sistema di monitoraggio del rischio sanitario. Parrebbe che le Regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna e Sicilia non abbiano comunicato le informazioni per il monitoraggio del contagio dopo le riaperture del 4 maggio 2020, relative agli Indicatori di processo sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti». La Calabria, questa volta, non figura nel truppone delle inadempienti.





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