«Calabria esclusa dall’Alta velocità». Attacco bipartisan al governo

L’ex presidente Oliverio: « I futuri lavori potranno portare la linea a 200 km/h, con costo presumibile di 10 miliardi». Wanda Ferro: «10 milioni di cittadini italiani vengono tagliati fuori dalla modernità»

Alta velocità

CATANZARO «Non ci sono fondi per l’alta velocità ferroviaria nel Mezzogiorno nel Decreto Rilancio». E’ quanto scrive l’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, al ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli. «Faccio riferimento – scrive Oliverio – alla Sua presentazione di giovedì 14 maggio del pacchetto per il settore trasporti e infrastrutture contenuto nel Decreto Rilancio in una conferenza stampa per tutti accessibile perché disponibile sul sito del MIT. Nella conferenza stampa veniva da Lei sottolineato come sul fronte infrastrutture saranno finanziate alcune opere strategiche tra le quali 40 milioni di euro per la progettazione e il potenziamento con caratteristiche di Alta Velocità di Rete delle linee Salerno-Reggio Calabria, Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia, Genova-Ventimiglia». «Solo incidentalmente – continua Oliverio – si rileva che il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha approvato, nell’ambito della linea ferroviaria Alta Velocità – Alta Capacita’ Milano-Venezia, il progetto preliminare del Nodo di Verona Est con un limite di spesa di 379,96 milioni di euro, con prescrizioni e raccomandazioni». L’ex presidente ricorda che «l’Alta Velocità’/Alta Capacita’ (AVAC) e’ una infrastruttura oggi percorribile a 300 km/h e, domani, con nuove generazioni di treni, a 350 km/h. Mentre l’Alta Velocità di Rete (AVR) e’ una tipologia infrastrutturale nella quale sono comprese sia le linee AVAC (quindi 300-350 km/h), sia le linee tradizionali in cui si fanno interventi per portare la velocità a 200 km/h». «Quindi se una linea e’ in AVR – osserva Oliverio – e non e’ linea AVAC, vuol dire che e’ una linea tradizionale in cui si fanno lavori portando la velocità massima a 200 km/h, e quindi – considerato che a Sud di Battipaglia non c’e’ nemmeno un metro di AVAC – i futuri lavori potranno portare la linea a 200 km/h, con costo presumibile di 10 miliardi». A giudizio di Oliverio «e’ importante sottolineare come il problema dell’accessibilità esterna e interna sia ormai considerato dal dibattito meridionalista uno dei nodi essenziali dello sviluppo economico e sociale della Calabria. Per questo intendo rappresentarLe la necessita’ di una urgente modifica dell’orientamento riduttivo espresso dal Governo nell’ambito del Decreto “Rilancia Italia” in materia di rete ferroviaria nelle regioni del Sud». «Al riguardo – aggiunge – devo sottolineare che la Regione Calabria, d’accordo con il Governo nazionale dell’epoca, aveva destinato importanti risorse del patto per la Calabria nel programma FSC, 6 milioni di euro, per il solo studio di fattibilità della linea ad Alta Velocità».

IL PATTO PER LA CALABRIA Per questa attività di progettazione, sottolinea Oliverio, «in aderenza a quanto previsto dal Patto per la Calabria, era stato costituito un tavolo tecnico, composto dall’Agenzia della Coesione (che lo coordina in rappresentanza della Presidenza del Consiglio) dal MIT e dalla Regione Calabria. Questo tavolo sebbene costituito formalmente nonostante i numerosi solleciti formali ed informali della Regione – dice Oliverio – non si e’ mai riunito». «La Regione Calabria, ricorda l’ex presidente, ha ripetutamente sollecitato il Ministero e l’Agenzia della Coesione per ultimo con nota del 10 febbraio 2020. La Regione Calabria ha posto il tema di realizzare nel Sud l’Alta Velocità tecnicamente di nuova generazione; cioè una linea a 300-350 km/h, per collegare Reggio a Roma in due ore e mezzo e spendere tra 8 e 10 miliardi. La Regione si e’ immediatamente attivata e subito dopo la firma del patto ha prodotto la DGR del 27 settembre 2016, con il documento preliminare alla fattibilità Alta Velocità Lean». Oliverio segnala «la gravissima contraddizione che emerge tra l’accordo fatto tra Presidenza del Consiglio e Regione ed espressamente definito e sottoscritto nel Patto e quanto e’ emerso dalla sua conferenza stampa». «Una scelta grave – secondo Oliverio – che, nello stesso giorno, comunica il disconoscimento di fatto del Patto con una decisione unilaterale e senza l’intervento della Presidenza del Consiglio e nello stesso giorno da il via libera definitivo alla seconda linea Alta Velocità nel Nord Italia. Non può non rilevarsi la sproporzione aberrante di 40 milioni destinati alle linee del Sud (comprendendo nei 40 milioni anche la Genova Ventimiglia) e comunque non per la vera Alta Velocità, ed i 380 milioni alla seconda linea che da Milano si diparte verso Est. La conseguenza – sottolinea – potrebbe essere che milioni di cittadini italiani saranno fuori dall’Alta Velocità vera per i prossimi cento anni. L’Alta Velocità’ di Rete colpirà la Campania del Sud, la Puglia Jonica, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia. E, dato che non ci sarà una linea AVAC da Salerno a Reggio Calabria con possibile ed auspicabile, prolungamento in Sicilia, 10 milioni di cittadini italiani rimangono tagliati fuori, un sesto di superficie del Paese abbandonato”. L’ex presidente esprime l’auspicio che “anche attraverso le opportune iniziative istituzionali, delle parti sociali e parlamentari questo indirizzo venga rapidamente corretto».

WANDA FERRO «Il ministro De Micheli ha segnato la fine dell’Alta Velocità nel Mezzogiorno. Ancora una volta, 10 milioni di cittadini italiani vengono tagliati fuori dalla modernità». E’ quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, che ha presentato una interrogazione al presidente del Consiglio Conte e al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti dopo la notizia dello stanziamento nel Decreto Rilancio di 40 milioni di euro per la progettazione e il potenziamento con caratteristiche di Alta Velocità di Rete (AVR) delle linee Salerno-Reggio Calabria, Taranto–Metaponto–Potenza–Battipaglia, Genova–Ventimiglia. «Allo stesso tempo – prosegue Wanda Ferro – sono stati destinati 380 milioni di euro per il progetto preliminare del Nodo di Verona Est nell’ambito della linea ferroviaria Alta Velocità – Alta Capacità Milano-Venezia».  «L’Alta Velocità/Alta Capacità (AVAC) – spiega Wanda Ferro – è l’infrastruttura oggi percorribile a 300 km/h, domani con nuove generazioni di treni a 350 km/h, cioè l’Alta Velocità vera; mentre l’AVR è una rete in cui sono comprese sia le linee AVAC (quindi 300-350 km/h), sia le linee tradizionali in cui si fanno interventi per consentire la velocità a 200 km/h. Ciò significa, ad esempio, che a sud di Battipaglia, dato che non c’è traccia della Linea ferroviaria Alta Velocità – Alta Capacità, i lavori consentiranno ai treni di viaggiare a 200 km/h, mentre a Est di Milano verrà realizzata la seconda linea AVAC Milano-Venezia, quasi parallela alla linea Milano-Bologna, già realizzata». Per questo Wanda Ferro ha chiesto ai rappresentanti del governo «per quale motivo sia stata deciso il finanziamento della realizzazione di una linea Alta Velocità/Alta Capacità tra Lombardia e Veneto, riservando alle Regioni del Mezzogiorno un decimo dello stanziamento, 40 milioni di euro, per la realizzazione delle sole linee ferroviarie Alta Velocità di Rete”. Secondo Wanda Ferro è più opportuno “destinare lo stanziamento di quasi 380 milioni di euro per finanziare l’ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie nelle Regioni del Sud Italia e consentire la realizzazione di Linee ferroviarie Alta Velocità – Alta Capacità, colmando il divario infrastrutturale tra Nord e Sud”.





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