20.20 | Giudiceandrea: «Tante incomprensioni ma il Consiglio ha ammesso l’errore con maturità»

L’ex consigliere Giuseppe Giudiceandrea a “20.20”: «Dalla classe politica calabrese ci si aspetterebbero provvedimenti di ben altro tenore vista l’emergenza legata alla pandemia»

Giudiceandrea

LAMEZIA TERME E’ il tema più caldo di questi ultimi giorni della politica regionale e ha visto anche l’intervento del ministro Di Maio. In attesa che mercoledì venga rimessa in discussione in Consiglio, la modifica della legge sui vitalizi ha comunque scatenato reazioni e polemiche che ancora non accennano a placarsi. Se n’è parlato anche ieri sera nel corso della puntata di “20.20”, il talk de L’altro Corriere Tv condotto da Danilo Monteleone e Ugo Floro. Fra gli interventi anche quello dell’ex ex consigliere regionale, Giuseppe Giudiceandrea. «Quando si sbaglia e lo si riconosce bisogna dare atto alla maturità di ammette l’errore – ha detto – è un provvedimento che non intaccava comunque più di tanto i bilanci, ma sicuramente andava illustrato meglio dai banchi del Consiglio. E’ un argomento importante e che ha trascinato l’opinione pubblica con tante incomprensioni tant’è che ancora oggi in tanti sono convinti che ai consiglieri regionali venga riconosciuto il vitalizio».
LE PRIORITA’ Il provvedimento, il dietrofront e le polemiche. Ma, per l’ex consigliere, le priorità dovrebbero essere altre: «Dalla classe politica calabrese ci si aspetterebbero provvedimenti di ben altro tenore vista l’emergenza legata alla pandemia e invece si pensa ai 500mila euro della nuova commissione per accontentare qualcuno. Ho massima stima di buona parte dei consiglieri regionali e sono convinto che cercheranno di fare il lavoro al meglio». «Quando successe la stessa vicenda in occasione della presentazione della prima norma che riguardava ‘inserimento del sistema contributivo e che portava la firma di Mimmetto Battaglia – ricorda Giudiceandrea – il presidente Oliverio si oppose duramente, prima ancora di portarla in Consiglio».
UNA LEGGE FARLOCCA «Chiamarli vitalizi – dice ancora l’ex consigliere – è un errore perché vengono calcolati con il sistema contributivo. Ciò che volevano fare i consiglieri era ricongiungere gli anni persi della legislatura passata nei casi, per esempio, di consiglieri decaduti o subentrati a metà. Non si tratta del vitalizio vero e proprio che va dalle 1.500 alle 7.500 euro che percepiscono i vecchi consiglieri. Ai nuovi diciamo solo di versare i contributi come tutti i lavoratori per poter avere, dopo i 65 anni, una pensione di 600 euro netti dopo 5 anni e 100mila euro versati». «Ma andare a fare ora una legge farlocca per 300 euro in più al mese – sottolinea Giudiceandrea è stato un gesto inutile e stupido e che ha messo in cattiva luce tutta la politica. L’errore è stato poi non presentare la legge e lasciare il dubbio nell’opinione pubblica e nella stampa».
I VITALIZI NON ESISTONO PIU’ «I vitalizi – ricorda infine Giudiceandrea – sono vietati dal 2011 laddove si intende quella somma di denaro cospicua che si percepiva dal giorno dopo della fine della legislatura per tutta la vita, solo per il fatto di essere stato eletto dai calabresi. Lo Stato ha pagato e paga milioni di euro ai figli e familiari di deputati e consiglieri. Grazie alla reversibilità, ancora oggi i figli degli ex consiglieri ormai deceduti continuano a prendere il vitalizio dei loro padri».





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