Ponte sullo Stretto, Bevacqua: «La Calabria ha altre priorità»

Il capogruppo dem in Consiglio regionale critico sulla posizione del presidente Santelli: «Sa solo riprendere stancamente la questione»

CATANZARO «L’intervista del ministro Franceschini sul Corriere della Sera rappresenta al meglio il senso di un progetto organico per la rinascita: finalmente, traccia un percorso di sviluppo del Mezzogiorno funzionale allo sviluppo del Paese., nella consapevolezza che, senza l’uno, non si dà l’altro». È quanto dichiara il capogruppo Pd in Consiglio Regionale, Domenico Bevacqua. «La Ricostruzione di cui parla il ministro dei Beni Culturali – aggiunge – coglie in maniera puntuale le tre priorità da perseguire al Sud, utilizzando le risorse europee che sono e saranno a disposizione post emergenza Covid: infrastrutture, turismo, connessione fra attenzione alle persone e attenzione alle imprese. In particolare, l’accento posto sulla perequazione infrastrutturale fra le diverse aree del Paese, rivela come si tratti della condizione preliminare e necessaria che, in attuazione di plurimi principi costituzionali, si impone come non più rinviabile».
«Confermano la mia opinione – afferma ancora Bevacqua – le non poche manifestazioni di apprezzamento giunte dalle Regioni del Meridione per le parole del Ministro. Confesso, però, che mi sorprende dover registrare l’assenza dalla centralità del dibattito da parte della Calabria. Quando, infatti, la presidente Santelli si limita a riprendere la stanca questione del ponte sullo Stretto, lo fa perseverando nello stesso errore di sempre: il ponte non può unire due deserti».
«Al ponte – sottolinea – si può pensare soltanto come al terminale di un processo infrastrutturale organico. Chi si ostina a proporlo come una bandierina politica fine a sé stessa e da riesumare di tanto in tanto, non solo non ha alcuna intenzione di favorirne la realizzazione ma, soprattutto, non si rende conto che prima deve essere garantita una mobilità degna di questo nome in tutto il territorio regionale».
«Alta velocità – conclude Bevacqua – e collegamenti effettivi su ferro e su gomma che includano tutte le aree interne e tutte le aree costiere, tessendo una rete interconnessa facilmente fruibile dai calabresi e dai turisti esterni: questo è il quadro unitario da delineare e comporre. Una macchia isolata fra Reggio e Messina non servirebbe proprio a niente».





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