«Atteggiamenti intimidatori» e «disorganizzazione». Duro attacco della Uil all’Asp di Crotone

di Gaetano Megna CROTONE Attacco durissimo della Uil-Fpl alla direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone per la gestione della sanità nel territorio pitagorico. In una nota diffusa oggi, a…

di Gaetano Megna
CROTONE
Attacco durissimo della Uil-Fpl alla direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone per la gestione della sanità nel territorio pitagorico. In una nota diffusa oggi, a firma del segretario provinciale Gaetano Papaleo, la Uil accusa di «immobilismo» la direzione strategica dell’Asp; un comportamento, secondo Papaleo, che «non consente ai cittadini di avere un servizio sanitario migliore». Secondo la sigla sindacale le cose non vanno bene e, «per rendersi conto della situazione, basti recarsi al Centro unico prenotazioni che non ha mai funzionato per come dovuto e potuto, probabilmente per qualche dirigente forse poco attento».
La Uil-Fpl si chiede che fine hanno fatto le prenotazioni per le visite specialistiche fissate da marzo a maggio. Nessuno sa rispondere. «Figuriamoci – scrive Papaleo – chi va a prenotare una visita specialistica oggi». Gli ambulatori delle visite specialistiche in ospedale continuano a restare chiusi, mentre la sanità privata ha già applicato il contenuto dell’ordinanza 43 firmata dal presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, che prevede la ripresa delle attività ambulatoriali a partire dal 18 maggio scorso. In ospedale, poi, «ognuno si regola come vuole» in quanto non è stata elaborata «alcuna procedura applicativa per il rischio Covid-19».
«Ancora è freschissimo il ricordo – aggiunge Papaleo – dei rimproveri fatti con toni inutilmente umilianti, nei confronti dei sanitari sorpresi a proteggersi con le mascherine durante la fase iniziale della pandemia». La disattenzione «persevera perché, pare non siano stati individuati i necessari percorsi con la dovuta, prevista, indispensabile cartellonistica». All’ospedale di Crotone «non viene rilevata nemmeno la temperatura all’ingresso con un banale misuratore termoscanner». La disorganizzazione, secondo il sindacato, potrebbe determinare la ripresa delle aggressioni nei confronti degli operatori sanitari. «Se qualche dirigente si prodiga per raddrizzare la rotta – denuncia Papaleo – sembra venga subito messo da parte e mortificato». E «chi si ribella a questa logica paga pegno». «Alcune situazioni – continua a denunciare Papaleo – rasentano l’atteggiamento tipico di gangs in grado di intimorire chiunque» e scattano «procedimenti disciplinari basati sul nulla».
Come esempio il rappresentante della Uil fa riferimento a quanto si sarebbe verificato al Servizio infermieristico tecnico aziendale – Sita. Una infermiera sarebbe stata sanzionata «per avere chiesto di andare a lavorare nel reparto dove era stata collocata con un chiaro e legittimo ordine di servizio». «In questi giorni è iniziata anche la “trattativa” per l’individuazione dei criteri per l’assegnazione delle funzioni – scrive Papaleo – sembra si cerchi di volere accontentare a tutti i costi qualcuno, assicurando ad esempio, la posizione ricoperta abusivamente negli anni». Potremmo trovarci di fronte ad una situazione di danno erariale. Papaleo non dimentica la questione degli «affitti pagati, pur essendo proprietaria di immobili inutilizzati».
I contratti di locazione, però, non sono opera dell’attuale direzione strategica, risalgono infatti alla gestione di Thomas Schael. La Uil –Fpl stante questa situazione ha deciso di non partecipare agli incontri con l’Asp sino a quando non ci saranno «atti concreti di cambiamento».





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