Turismo fermo in Calabria, a Lamezia la protesta degli operatori del settore – VIDEO

I rappresentanti delle categorie di autonoleggiatori, agenzie di viaggio e guide turistiche hanno organizzato un sit-in all’aeroporto internazionale lametino. «Senza fondi adeguati – hanno detto a L’altro Corriere Tv – siamo destinati a fallire»

sciopero turismo Lamezia

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERM
E Il comparto turistico, in Calabria, è in ginocchio. Da una parte il calo drammatico delle prenotazioni, dall’altra le risposte che, dalle istituzioni, ancora non sono arrivate. I due mesi di “lockdown” e una “Fase 3” iniziata solo da oggi con la riapertura dei confini e la possibilità di spostarsi da una regione all’altra, hanno segnato profondamente un settore che, a pochi giorni dall’inizio della stagione estiva, rischia di non ripartire affatto. Una situazione evidentemente intollerabile e che ha spinto associazioni di categoria, imprenditori e lavoratori ad organizzare una protesta, questa mattina, davanti all’aeroporto internazionale di Lamezia Terme per ribadire un concetto già chiaro: i fondi stanziati ad oggi, non bastano a coprire neanche le spese di un settore, quello turistico, maledettamente fermo e senza certezza sul futuro. E tra la sfilata di alcuni bus, cartelli e cori, il luogo scelto per la protesta non è casuale ovvero quell’aeroporto lametino che, in più di un’occasione, è stato definito “la porta della Calabria”.
AUTONOLEGGI «Come noleggiatori – racconta ai microfoni de L’altro Corriere Tv Tullio Scalcione di Federnoleggio Calabria – abbiamo scelto di manifestare in tutta Italia e anche in Calabria, scegliendo un luogo emblematico. Non ci sono aerei, non ci sono turisti e lo scenario è drammatico. Abbiamo deciso di invitare a partecipare altre figure chiave del settore turistico, come le agenzie di viaggio e le guide turistiche, coinvolte in questa incertezza».
AGENZIE VIAGGIO Più nette le richieste di Assoviaggi Confesercenti: «Chiediamo – dice a L’altro Corriere Tv Dino De Santo – lo slittamento di tutte le tasse al 31 dicembre 2020, l’aumento del fondo di garanzia a 750milioni di euro e il conteggio delle perdite delle agenzie di viaggio che al momento sono ferme a zero nei fatturati per i sei mesi del 2020. Non si può pensare di risolvere il nostro problema raccordando il fondo perduto al solo mese di aprile, vorrebbe dire la morte delle nostre aziende». 
GUIDE TURISTICHE Una crisi, quella del settore, che ha colpito duramente un’altra figura chiave, quella delle guida turistica: «La nostra categoria – ci spiega la guida Paola Morano – è ambasciatrice delle bellezze storico-artistiche della Calabria e proprio per questo sia il Governo che la Regione dovrebbero tutelarci, creando un fondo di garanzia. Molti di noi non hanno la partita Iva e chi lavora “a prestazione” dovrebbe avere delle tutele. Il nostro lavoro, lo ricordo, è inficiato ormai per quasi tutto il 2020, avremmo bisogno di contributi per permetterci almeno di fare promozione per il prossimo anno». (redazione@corrierecal.it)





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