Catanzaro, «scooter elettrici del Comune abbandonati in un garage»

La denuncia del Codacons: «Uno spreco “insostenibile”. Mezzi nei depositi dell’Amc e mai utilizzati»

CATANZARO «È bastato l’annuncio da parte del Sindaco Sergio Abramo dell’imminente acquisto di decine di biciclette elettriche, per rievocare i fantasmi del passato. Fantasmi che hanno un nome ben preciso: scooter elettrici». Lo dice, in una nota, il Codacons.
«Come qualcuno ricorderà – continua la nota –, nell’ambito dell’iniziativa “domeniche ecologiche”, il Comune di Catanzaro aveva acquistato ben 51 scooter elettrici. Motorini ecologici che avrebbero dovuto essere utilizzati – come oggi si sostiene per le biciclette – per ridurre il traffico ed offrire ai cittadini una alternativa all’uso del mezzo privato nel rispetto dell’ambiente. Lodevoli iniziative, se non fosse per il piccolo particolare che quegli scooter giacciono, da tempo, dimenticati nelle officine dell’Amc. Infatti proprio all’Azienda per la Mobilità di Catanzaro era stata demandata la gestione dei motorini ecologici».
«Eppure quegli scooter, utilissimi in una città strozzata da un traffico asfissiante e senza alternative – sostiene Francesco Di Lieto – sono stati dimenticati e, ogni giorno che passa, si stanno sempre più svalutando. Trasformandosi da una opportunità sostenibile ad un spreco insostenibile».
Il Codacons chiede che il sindaco Abramo, prima di sprecare altri soldi pubblici, voglia chiarire «chi sia il responsabile di questo intollerabile abbandono che è costato ai cittadini migliaia e migliaia di euro».
Inoltre l’associazione pretende che questi mezzi vengano messi immediatamente a disposizione della città.
Condividiamo il principio della necessità di stimolare la cultura dell’elettrico e per questo ci domandiamo come sia possibile dimenticare oltre 50 scooter che, invece, potrebbero e, anzi, dovrebbero, essere messi a disposizione di chi si sposta a Catanzaro. «La mobilità sostenibile è un tema serio e delicato – conclude Di Lieto – non può essere ridotto a “mezzuccio” per accalappiare finanziamenti che non portano alcun beneficio ma solo debiti per la collettività».





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