Lotta al caporalato, Sapia: «C’è bisogno di più prevenzione»

Il segretario generale di Fai Cisl Calabria commenta l’operazione della Guardia di Finanza e della Procura Castrovillari: «È importante azione di contrasto ad un fenomeno che va stroncato. Ed è stato al centro del confronto unitario con la Regione»

LAMEZIA TERME «Rivolgiamo un ringraziamento alla Procura della Repubblica e al Gip di Castrovillari nonché al comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, intervenuto con l’ausilio dei Reparti di Crotone e Catanzaro, per l’operazione che ha portato questa mattina all’esecuzione di sequestri e misure cautelari nell’ambito di un’indagine sul caporalato in agricoltura». Lo afferma in una nota Michele Sapia, segretario generale della Fai Cisl Calabria. «Si tratta di un’importante azione di contrasto a un fenomeno che deve essere stroncato – aggiunge – oltre che dall’impegno delle forze dell’ordine, dalla presa di coscienza di tutti i cittadini. In una regione come la Calabria, con un elevato numero di addetti operanti nel settore dell’agricoltura, la terza a livello nazionale, in cui purtroppo si rilevano alte percentuali di sfruttamento, lavoro nero, caporalato e mancata applicazione dei contratti di lavoro, c’è bisogno di più prevenzione e informazione. L’incontro del 4 giugno scorso nella sede della Regione Calabria tra Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil regionali e l’Assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo proprio sul tema del caporalato, convocato a seguito di una richiesta unitaria delle organizzazioni sindacali, è stato occasione di un confronto importante che siamo certi proseguirà per affrontare, assieme a tutti gli attori sociali del comparto e i soggetti coinvolti, la questione dello sfruttamento e della lotta al caporalato nel comparto agricolo in Calabria».
«Voglio sottolineare – prosegue Sapia – che si tratta di un’emergenza che non riguarda solamente i lavoratori, ma anche le aziende che operano forme di dumping sociale e concorrenza sleale, con conseguente bassa qualità dei prodotti. È indispensabile, quindi, continuare il confronto e condividere idee per far crescere la prevenzione e l’informazione sulla legge 199 del 2016, che è stata un grande risultato di civiltà. È necessario, infatti, applicare le attuali norme nazionali e regionali anche su questo versante e utilizzare le risorse previste dai bandi emanati dalla regione Calabria e nel piano nazionale triennale 2020/22 per il contrasto allo sfruttamento del lavoro agricolo. È sicuramente utile ricordare che la Fai Cisl nazionale ha attivato, nell’ambito della Campagna di ascolto e denuncia contro lo sfruttamento nel settore agroalimentare, il numero verde S.O.S. CAPORALATO 800.199.100 cui si può fare riferimento per qualsiasi informazione».
«Qualità del lavoro – sottolinea il segretario generale di Fai Cisl – significa qualità delle produzioni. Qualità del lavoro significa applicare i contratti e tutelare e valorizzare le eccellenze dell’agroalimentare calabrese sia in ambito regionale che fuori dalla Calabria».
«Oggi più che mai è necessario avviare buone pratiche per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del sistema agricolo. Come più volte ribadito dal segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota: “Non esiste buon cibo prodotto con lo sfruttamento e ad oggi bisogna dare concretezza alle misure programmate dal tavolo ministeriale”».





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