Sanità, i conti migliorano ma i servizi restano sotto gli standard

Nelle 8 Regioni soggette al piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario (Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia) si registra un miglioramento dei conti ma, di contro,…

Nelle 8 Regioni soggette al piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario (Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia) si registra un miglioramento dei conti ma, di contro, i servizi erogati, pur essendoci stato qualche miglioramento, rimangono al di sotto della soglia minima. È quanto emerge dal report redatto dal ministero della Salute dopo aver monitorato l’andamento dei Livelli essenziali di assistenza nel periodo 2007-2012.
Nel dettaglio, nelle Regioni in cui la sanità è stata commissariata c’è stato un incremento dell’assistenza territoriale per gli anziani, i malati affetti da disturbi psichici e i malati terminali mentre quasi in tutte le regioni soggette a Pdr (Piano di rientro) per le attività rivolte ai disabili «risulta ancora carente l’assistenza territoriale sia in regime residenziale e semiresidenziale che in regime domiciliare».
Inoltre alcune Regioni, tra cui la Calabria, pur riducendo la percentuale di giornate di degenza ad alto rischio di inefficienza nel biennio 2010-2012, «rimangono al di sopra del valore medio Italia».
Nel periodo considerato, il percorso intrapreso è stato finalizzato «alla promozione di interventi volti all’incremento dell’assistenza a livello territoriale, a seguito anche ad esempio di processi di riorganizzazione e riconversione delle strutture territoriali».
In sostanza per le regioni in Pdr «le attività condotte in termini di razionalizzazione della spesa hanno determinato rilevanti progressi tanto da raggiungere posizioni di equilibrio finanziario, ma non può dirsi altrettanto rispetto agli aspetti di riorganizzazione e riqualificazione dei sistemi sanitari e in particolar modo sulla garanzia, in termini di equità e qualità, nell’erogazione dei Lea». Solo Piemonte e Lazio superano la «soglia di adempienza».







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