Esposito: «Bene sinergia Santelli-Cotticelli sul piano anti-Covid»

Il consigliere regionale di maggioranza apprezza l’impegno della Regione per adeguarsi alla normativa nazionale. «Giusto che l’esperienza commissariale termini, ma in questa fase c’è stato approccio costruttivo»

CATANZARO «Un imparziale ed obiettivo riconoscimento alla tanto vituperata sanità calabrese, arriva dall’ultimo Istant Report “Covid-19” curato dall’Altems (Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma), in cui è stata monitorata l’applicazione della normativa vigente sul Covid-19 (D.L. 34/20, c.d. “Rilancio”) che, tra gli altri adempimenti previsti a carico delle regioni, per poter accedere ai finanziamenti, richiedeva che, entro il 19 giugno, fossero approntati i piani regionali di riorganizzazione ospedaliera. Ebbene, da quanto emerge dalla ricerca, alla data del 24 giugno 2020, sono solo 13 le Regioni che hanno adempiuto e, tra queste, oltre ad alcune in cui il virus ha circolato maniera molto consistente (come l’Emilia Romagna, la Lombardia ed il Veneto), figura la Calabria che, pur non avendo avuto un forte impatto (grazie ad un’azione, pronta e risoluta, di prevenzione e contrasto dei contagi), ha correttamente provveduto, per tempo, a deliberare il suo specifico piano di riorganizzazione dell’attività per il potenziamento della rete ospedaliera e delle terapie intensive». È quanto si legge in una nota del consigliere regionale Sinibaldo Esposito (Casa della libertà).
«Nello specifico – continua Esposito –, tale piano (che integra e prosegue la già realizzata attività di aumento dei posti letto, riqualificazione di spazi disponibili e dismessi e riconversione di alcuni reparti, sia presso gli hub, che presso gli spoke) è finalizzato a rendere strutturale, anche dopo il ripristino delle attività ospedaliere ordinarie, la risposta al potenziale aumento della domanda di assistenza, con particolare attenzione al regime di ricovero nei reparti di terapia intensiva ed in aree ad alta intensità di cura. Ciò consentirà di avere una rete ospedaliera integrata ed organica, per essere attrezzati e pronti a contrastare efficacemente l’eventuale nuova ondata epidemiologica (che, secondo alcuni studiosi, potrebbe verificarsi tra qualche mese), senza dover sospendere l’attività ambulatoriale ed i ricoveri, per come si è reso indispensabile (in tutta Italia, non solo in Calabria) durante la fase critica del mese di marzo, laddove, comunque, il sistema ospedaliero calabrese non è mai andato in grave sofferenza, né, tanto meno, in crisi».
Per il consigliere regionale di maggioranza, «a parte le considerazioni di ordine strettamente tecnico, ciò che mi fa piacere evidenziare è che, in questa fase, la programmazione e la realizzazione degli obiettivi in materia sanitaria nella regione Calabria, vengano condivise tra struttura commissariale e Dipartimento tutela della salute, che, pur ognuno nel proprio specifico ruolo e nel rispetto delle competenze rispettivamente assegnate dalla normativa vigente, stanno operando in sinergia, instaurando un sistema di proficua collaborazione, che, anziché sullo scontro, è fondato sull’incontro istituzionale, nell’ottica di lavorare insieme e remare in un’unica direzione. Pertanto, pur rimanendo fermamente convinto che, già da tempo, sia arrivata l’ora di porre termine all’ultra-decennale commissariamento della sanità calabrese, tuttavia non indosso i paraocchi e non ho difficoltà alcuna a riconoscere che, sicuramente, il rapporto tra il nuovo governo regionale e l’ufficio del commissario stia decisamente cambiando, passando dai continui dissidi ed incomprensioni del recente passato, talora sfociati in veri e propri scontri istituzionali, ad un approccio collaborativo e costruttivo che, finché durerà il commissariamento, risulterà decisamente utile e proficuo, nell’interesse dei cittadini calabresi».





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