Deroghe e proroghe “a gogo”, così procede il Consiglio regionale. Silenzio su Callipo

Il centrodestra porta a casa una serie di provvedimenti che allungano tempi e spazi: ok all’estensione dei lidi (solo per quest’estate), emergenza rifiuti prolungata al 31 dicembre 2021, come la liquidazione delle Comunità Montane, modifiche anche al Piano Casa. Mentre dall’aula restano fuori le dimissioni del leader dell’opposizione

REGGIO CALABRIA La “fiera” delle deroghe, delle proroghe, degli allungamenti di termini e di spazi. Archiviata – ma non chiusa – la “telenovela” delle Commissioni, a colpi di maggioranza il consiglio regionale approva tutta una serie di provvedimenti che modificano altri precedenti provvedimenti, trasmettendo un senso di “deregulation” non sempre motivato da scadenze e urgenze dettate dal Coronavirus (e il sospetto che l’assenza delle Commissioni sotto sotto sia stata quasi una “benedizione”). C’è di tutto di più, nel lungo elenco di proposte che l’aula oggi ha licenziato per dare un ritocchino qua e là a tanti settori, alcuni dei quali “impattati” in modo anche sostanziale: dai rifiuti agli stabilimenti, dal Piano Casa alla liquidazione delle eterne “Comunità montane”, il centrodestra fa valere la legge dei numeri al fondo di una seduta nella quale (incredibilmente), per quattro ore, si cita un paio volte Pippo Callipo. Come se le dimissioni del leader dell’opposizione non ci fossero mai state, nemmeno per i suoi alleati…
LA PROROGA DEI RIFIUTI Sono soprattutto due i provvedimenti che suscitano un minimo di dibattito. il primo è il provvedimento, a firma dei consiglieri regionali Pietro Molinaro (Lega), Giuseppe Neri (Fratelli d’Italia), Nicola Paris (Udc) e Vito Pitaro (Jole Santelli Presidente), che prevede di prorogare, al 31 dicembre 2021, la possibilità di “integrare le autorizzazioni all’esercizio degli impianti privati di trattamento dei rifiuti urbani”. Di fatto un’ulteriore proroga dell’emergenza rifiuti, che in Calabria è nata nel 1997… In aula però non ci sono né il presidente della Giunta, Jole Santelli, né l’assessore all’Ambiente, Sergio De Caprio “Capitano Ultimo”, si dice perché impegnati alla Cittadella per incontri legati proprio al caos rifiuti. Per l’opposizione, interviene il capogruppo del Misto, Francesco Pitaro, che annuncia voto contrario parlando di «emergenza rifiuti che così diventa eterna e si perpetua la logica delle discariche, in continuità con il passato, a dispetto delle linee programmatiche della presidente Santelli, proporrò una Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Calabria». Secondo il capogruppo del Pd, Domenico Bevacqua, «anche in questa occasione la Giunta ha dimostrato grave improvvisazione e facendo facile propaganda dicendo di voler puntare sugli impianti pubblici, ma contraddicendosi con questo provvedimento. Spiace l’assenza oggi in aula della presidente Santelli e dell’assessore De Caprio», rileva Bevacqua che inoltre, a un certo punto della seduta, polemizzerà con Tallini non ritenendolo “super partes”. Per la maggioranza, prendono la parola i consiglieri regionali Pietro Raso e Filippo Mancuso (Lega), Nicola Paris e Giuseppe Graziano (Udc), Filippo Pietropaolo e Raffaele Sainato (Fratelli d’Italia) e Vito Pitaro (Jole Santelli Presidente), che ricordano «le gestioni fallimentari del passato», parlando di «una proroga necessaria per consentire un rientro nell’ordinata gestione dei rifiuti e il conseguente cambiamento programmato dalla presidente della Regione, che ha intrapreso una strada completamente diversa». Ma non tutto è “rose e fiori”, nella maggioranza, perché qualche postilla – che sembra indirizzata soprattutto all’assessore De Caprio – esce fuori: Paris chiede che sul tema dei rifiuti si convochi un Consiglio regionale ad hoc per una relazione di “Ultimo”, mentre i Pietropaolo sollecita «un forte intervento della Giunta sul piano della comunicazione e della pianificazione» e Sainato invoca risposte concrete per Reggio Calabria. Conclude, in veste di “calmiere”, l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo: «La Giunta Santelli sta dando un segnale una discontinuità rispetto al passato, a esempio nominando l’assessore De Caprio e non firmando l’ordinanza in favore di una discarica privata. Questa proroga – rimarca Gallo – è importante per dare risposte immediate alle problematiche esistenti e creare le basi per la discontinuità, che richiede tempo».
PIU’ SPAZIO PER I LIDI E poi, l’estensione dei lidi. E’ la a proposta di legge, a firma del consigliere Giovanni Arruzzolo (Forza Italia), che, «esclusivamente per la stagione balneare 2020 e su richiesta dei titolari di concessione», consente ai Comuni di «concedere un’estensione» fronte-mare degli stabilimenti balneari «sino al massimo del 30% di quello relativo alla concessione demaniale in essere, nel rispetto di particolari condizioni»: questa proposta di legge è motivata dall’esigenza – si legge nella reazione – «di contenere gli effetti socio-economici sul territorio calabrese che scaturiscono dalle emergenze sanitarie ed epidemiologiche da Covid-19». Tante, le perplessità su questo testo, da molti definito un “regalone” agli stabilimenti balneari a scapito dei cittadini che vanno nella spiaggia libera. Graziano di Natale, di “Io Resto in Calabria”, sostiene che «il provvedimento nasce senza il confronto con gli operatori balneari e con le associazioni ambientaliste e rischia di pregiudicare la balneazione libera», mentre il capogruppo del Pd, Domenico Bevacqua, invita la maggioranza a «spiegare con chiarezza i termini del provvedimento»: la maggioranza, a partire da Vito Pitaro (Jps) e Filippo Mancuso (Lega), fa scudo, garantendo sulla “transitorietà” dell’estensione dei lidi, possibile solo per questa estate e a condizioni comunque ferree, e sulla possibilità per i cittadini di utilizzare la spiaggia libera.
GLI ALTRI PROVVEDIMENTI Così come la maggioranza “blinda” altri provvedimenti che dilazionano alcune scadenze: a esempio, la procedura di liquidazione delle Comunità montane, al centro di una proposta di legge di cinque consiglieri di maggioranza, che prevedono una proroga al 31 dicembre 2020 poi ulteriormente procrastinata con un emendamento al 31 dicembre 2021. E quindi, l’ennesima modifica al “Piano Casa”, finalizzata ad alleviare gli effetti devastanti del Coronavirus sull’edilizia attraverso un incremento delle volumetrie di unità di dimensioni non grandi che il centrodestra assicura sarà contenuto: dall’opposizione non ci si fida granché, con Bevacqua che invita la maggioranza a «essere cauta e attenta a non stravolgere il Piano Casa». La legge comunque passa senza problemi come anche un provvedimento a firma delle due donne presenti in Consiglio regionale, la leghista Tilde Minasi e Flora Sculco dei Dp, sulla proroga dei termini di adeguamento dei requisiti strutturali dei centri educativi e dell’infanzia: il centrosinistra si astiene tranne Dp, che vota a favore. Rinviata infine la proposta di legge della Giunta regionale che intende abrogare la normativa antisismica approvata nel 2015 ma di fatto rimasta inattuata: sarà approfondita nelle Commissioni dedicate, quando finalmente – a distanza ormai di oltre 5 mesi dal voto – saranno operative. (a. cant.)





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