Lamezia e la relatività del tempo: per la verifica del voto tutto rimandato al 29 luglio

Questa la data in cui si riunirà il Tar per discutere il ricorso presentato dal legale del Comune lametino sulle «questioni procedurali» dopo le prime “anomalie” riscontrate nella sezione 20. Per il Tar in 48 sezioni erano emerse «gravissime e invalidanti irregolarità sostanziali». Intanto la minoranza spinge per la convocazione del Consiglio Comunale

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME
Il tempo, si sa, è un concetto assai relativo ma maledettamente importante quanto in realtà ce n’è poco e bisognerebbe fare in fretta. Un po’ quello che accade dalle parti di via Perugini, sede del Comune di Lamezia. Qui, mentre il sindaco Paolo Mascaro e la sua Giunta sono a lavoro per l’approvazione del bilancio consuntivo 2019 e del previsionale 2020, c’è una minoranza, rappresentata da Lucia Cittadino, Eugenio Guarascio, Rosario Piccioni e Aquila Villella, che ha chiesto al presidente del Consiglio comunale, Zaffina, il «perché di questo “anomalo immobilismo” a oltre due mesi dalla fine del lockdown».
DECISIONE RIMANDATA E, a proposito di tempo, ne servirà ancora tanto per capire invece quando e in che termini proseguiranno i riconteggi delle schede elettorali relative alle ultime elezioni. Già perché è stata fissata per il prossimo 29 luglio la camera di consiglio del Tar Calabria per discutere il ricorso presentato dal legale del Comune lametino, Francesco Carnovale Scalzo. Un’attesa estenuante, dunque, che limita e non poco le operazioni che erano già state avviate in Prefettura a Catanzaro. Un riconteggio che, lo ricordiamo, si era reso necessario dopo l’ordinanza del Tar Calabria (la n. 00894/2020) che aveva disposto già nelle scorse settimane la verifica di ben 48 sezioni (1, 2, 3, 5, 6, 8, 10, 13, 14, 15, 16, 17, 19, 20, 21, 22, 24, 27, 29, 30, 31, 33, 35, 37, 39, 41, 42, 43, 44, 45, 49, 50, 51, 53, 57, 59, 60, 61, 63, 64, 65, 66, 69, 70, 71, 73, 77 e 78) a causa di «gravissime e invalidanti irregolarità sostanziali» risultanti documentalmente dai relativi verbali, viziati a loro volta da «gravissime omissioni e violazioni e irregolarità sostanziali», e dopo il ricorso presentato da due candidati a sindaco, Massimo Cristiano e Silvio Zizza.
ANOMALIE NELLA SEZIONE 20 “Irregolarità sostanziali” e “gravissime omissioni” che paiono comunque dettagli non di poco conto se si considera che, proprio l’elezione di un consigliere comunale rispetto a un altro avviene, spesso, per una manciata di voti e senza dover necessariamente incidere sulla vittoria del sindaco eletto. Quella di Mascaro in questo caso, sia al primo turno che al ballottaggio, non è stata di fatto mai in discussione. Una logica che pare non aver convinto del tutto il difensore del Comune di Lamezia Terme che ha imposto di fatto un brusco “stop” alle operazioni di controllo in atto, in Prefettura, lo scorso 7 luglio, giornata prevista in calendario e che ha fatto emergere dalla sezione “20” il primo e significativo episodio controverso. «A pag. 55, lista n.3, – scrive proprio la Prefettura di Catanzaro – la somma dei voti dei candidati alla carica di consigliere è di 61 voti, ma il totale indicato nella stessa pagina è 81». Ma Carnovale Scalzo ha subito osservato che «nelle operazioni di verifica vengono espressi giudizi in ordine alle preferenze che non rientrano nel quesito posto dal Tribunale amministrativo, che si pone a distanza dalla verifica delle preferenze così come valutate nello scrutinio di sezione» mentre la Prefettura nella richiesta di orientamento inviata al Tar ha precisato che «lo scrutinio, in qualunque contesto si svolga, essendo anche solo in parte frutto dall’interpretazione del soggetto che conduce le operazioni, se ripetuto potrebbe determinare un risultato diverso». 
Una eccezione, quella sollevata dal legale dell’Ente lametino, che ha portato alle inevitabili quanto prevedibili polemiche dei due ricorrenti ovvero i candidati a sindaco Cristiano e Zizza che hanno già precisato di aver chiesto il riconteggio delle schede «per far chiarezza sulle schede elettorali sequestrate proprio dal Tribunale di Lamezia Terme» con l’amministrazione comunale che ha parlato, invece di «questioni procedurali».
PRENDERE TEMPO Tra impasse burocratico, lettere e dichiarazioni più o meno discutibili, appare quanto mai evidente l’atteggiamento “ostile” da parte del Comune di Lamezia nei confronti di una verifica che, di fatto, mira essenzialmente a far chiarezza e a dissipare, una volta e per tutte, tutti i dubbi sollevati da Prefettura e Tar. La sensazione è quella di voler prendere e perdere tempo attaccandosi a (pur legittime) eccezioni ma che non fanno certamente bene all’immagine di un Comune e di una politica, quella lametina, che una volta di più si ritrova a fare i conti con giudici e Tribunali e sfugge invece ai dogmi della democrazia quali, ad esempio, la convocazione dell’attesissimo Consiglio comunale. (redazione@corrierecal.it)





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto