Catanzaro, una targa per ricordare la prima seduta del consiglio regionale

Iniziativa di alcune associazioni nell’anniversario della riunione d’esordio, avvenuta il 13 luglio 1970 nella sala consiliare della Provincia. Sullo sfondo, i giorni tormentati della “rivolta” di Reggio

CATANZARO Una targa commemorativa della prima seduta del Consiglio regionale della Calabria, avvenuta 50 anni fa, è stata apposta all’ingresso della sala consiliare del Palazzo della Provincia di Catanzaro, che il 13 luglio 1970 ospitò quella prima seduta. L’iniziativa è stata promossa da tre associazioni, “Catanzaro nel Cuore”, “Osservatorio per il Decoro Urbano” e “Petrusinu ogni minestra”, che hanno allestito una sobria cerimonia, diventata anche l’occasione per una riflessione sul ruolo di Catanzaro quale capoluogo di regione e sul regionalismo in Calabria, i cui inizi furono caratterizzati dalla “rivolta” per la rivendicazione del capoluogo da parte di Reggio, “rivolta” che avrebbe determinato il successivo “sdoppiamento” dell’istituzione Regione tra Catanzaro, oggi sede della Giunta, e la città dello Stretto, oggi sede del Consiglio. «Come associazione di cittadini – ha detto Fabio Lagonia, presidente di ‘Catanzaro nel Cuore’ – abbiamo pensato che fosse giusto ricordare l’avvenimento storico della prima seduta del Consiglio regionale a Catanzaro non per motivi particolari, semplicemente per conservare e mantenere viva la memoria, perché pochi sanno che nella sala della Provincia di Catanzaro si tennero le prime 22 sedute del Consiglio regionale. Detto questo, si può ragionare su cosa siano state e siano le Regioni, su cosa hanno prodotto di positivo ma anche di negativo». Per la Calabria – ha aggiunto Lagonia – «ci sono tante cose da dire, ma personalmente vorrei fare una considerazione sul capoluogo, e rilevare che, da quando venne confermata capoluogo, la nostra città ha perso molte opportunità, e questo è avvenuto anche per i limiti della politica catanzarese, che a volte non ha avuto la dignità e lungimiranza di capire cosa avrebbe prodotto quell’assetto istituzionale. Ma adesso si deve anche guardare avanti, auspicando che nei prossimi 50 anni la classe politica abbia una visione e una lungimiranza diversa e capace di risolvere gli atavici problemi del territorio». Per il presidente dell’”Osservatorio per il Decoro urbano”, Aldo Ventrici, «non poteva esserci altro capoluogo di regione che Catanzaro, per i valori democratici ed etici che questa città ha sempre dimostrato, valori che hanno anche dato un indirizzo all’intera Calabria». Molto significativo è stato l’intervento di Rosario Olivo, già presidente della Regione Calabria dal 1987 al 1991, per il quale «è importante recuperare queste belle ed esaltanti pagine di memoria così come bisogna guardare con equilibrio agli eventi al di fuori delle risse di un tempo e lontani dalle angustie dei municipi, perché – ha sostenuto Olivo – la Calabria ha bisogno di un nuovo slancio e di grandi impulsi per crescere, ha bisogno di guardare avanti e di abbandonare logiche di campanile». A portare i saluti istituzionali il sindaco e presidente della Provincia di Catanzaro, Sergio Abramo, e il presidente del Consiglio comunale di Catanzaro, Marco Polimeni: «La ricorrenza dei cinquant’anni del primo Consiglio regionale, che si riunì proprio nel capoluogo calabrese il 13 luglio 1970, è l’occasione migliore – hanno detto Abramo e Polimeni – per ribadire il concetto di Catanzaro capoluogo della Calabria attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico che comprenda storici, esponenti delle istituzioni e intellettuali della città, che contribuiscano fattivamente all’organizzazione delle celebrazioni e alla redazione di una serie di proposte e iniziative speciali che possano rafforzare il ruolo del capoluogo». Tra i presenti alla cerimonia, il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, il consigliere regionale Sinibaldo Esposito, lo storico dirigente della Dc Franco Cimino, e Aldo Casalinuovo, figlio di Mario, già ministro e già primo presidente del Consiglio regionale della Calabria.





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