Parte il tour del Pd nelle “crisi industriali”. «Per l’ex Sir i fondi ci sono, servono progetti»

Prima tappa nell’area ex Sir di Lamezia Terme. Guccione: «Un viaggio per capire l’impatto delle misure anti-Covid». Le proposte dem: entro due anni accesso al 5G in tutto il Paese e 500mila nuove assunzioni pubbliche

LAMEZIA TERME È partito dalla Calabria il tour nazionale del Partito Democratico tra le aree di crisi industriali del nostro Paese. Prima tappa nell’area ex Sir di Lamezia Terme, oggi area produttiva Papa Benedetto XVI, organizzata dal responsabile nazionale del Dipartimento “Crisi industriali” del Pd Carlo Guccione e dal responsabile nazionale del Dipartimento “Lavoro” Marco Miccoli. Nel pomeriggio seconda tappa a Vibo Marina.
«Un viaggio – afferma Guccione – per fare il punto della situazione e superare le attuali criticità per lo sviluppo delle varie aree industriali, per capire le ripercussioni che ha avuto l’impatto delle misure di contenimento della pandemia sull’occupazione e sull’attività economica e produttiva. Non possiamo immaginare un Sud senza industria. Il Mezzogiorno deve tornare ad essere un luogo di crescita e il Piano per il Sud 2030 va in questa direzione. Perché è da qui che bisogna ripartire e oggi abbiamo le risorse per farlo evitando che le conseguenze economiche del Covid-19 aumentino le diseguaglianze tra Nord e Sud. Il Partito Democratico nelle scorse settimane ha presentato una proposta per una nuova politica industriale che punta a innestare innovazione e digitalizzazione delle imprese, individuare progetti strategici di transizione energetica, bonificare le aree, riconvertire aree industriali dismesse, rafforzare le Zes come poli di attrazione e di investimenti. Dobbiamo fare in modo che le risorse siano realmente aggiuntive e non sostitutive rispetto alle politiche ordinarie. Va promosso un equilibrio territoriale anche alla luce delle risorse che arriveranno con il Recovery Fund e con il Fondo sviluppo coesione per il periodo 2021-2027. Tutto questo però deve passare anche dalla qualità dell’azione amministrativa. Ecco perché di pari passo bisogna portare avanti la trasformazione digitale della Pubblica amministrazione».
«La proposta del Pd – dice ancora Guccione – prevede investimenti per garantire entro due anni l’accesso al 5G e al digitale in tutto il Paese; cinquecentomila nuove assunzioni pubbliche di giovani, creativi, ingegneri, informatici per migliorare la qualità dell’intervento pubblico, selezionati in base alle loro competenze specifiche, organizzative e di sistema».

GUCCIONE E MICCOLI: ATTRARRE INVESTIMENTI NELL’AREA EX SIR «Un’area di 1050 ettari, dove sono insediate oltre 100 aziende con circa 2000 occupati. L’Ex Sir di Lamezia Terme, oggi area produttiva Papa Benedetto XVI, è una delle aree più grandi e importanti del Mezzogiorno. Ed è da qui che è partito il tour nazionale del Partito Democratico insieme al responsabile nazionale del Dipartimento ‘Crisi industriali’ del Pd Carlo Guccione e al responsabile nazionale del Dipartimento Lavoro’ del Pd Marco Miccoli». Lo riferisce un comunicato diffuso da Carlo Guccione.
«Per l’area Ex Sir di Lamezia, riconosciuta come area di crisi industriale non complessa – afferma Guccione – furono investiti, negli anni Settanta, oltre 230 miliardi delle vecchie lire. Rappresentò un fallimento delle vecchie politiche industriali. Da qui oggi iniziamo il nostro viaggio per fare il punto della situazione, risolvere le varie criticità e analizzare i progetti che sono stati presentati in modo da attrarre investimenti anche in quest’area del Paese. Ritorneremo poi insieme al ministro per il Sud Giuseppe Provenzano e al sottosegretario del Mise Alessia Morani per concretizzare gli interventi e inserire l’area industriale all’interno di un progetto a rilevanza nazionale».
«Non è un caso che il Partito Democratico – dichiara Marco Miccoli – abbia deciso di iniziare dalla Calabria il nostro viaggio tra le aree industriali in crisi di tutta Italia. Lamezia Terme, Vibo Valentia e le vertenze calabresi diventeranno una mission nazionale. Ora abbiamo le risorse necessarie, grazie anche al Recovery Fund, per aiutare a far ripartire questi progetti e condivideremo con il Governo nazionale gli interventi prioritari per lo sviluppo dell’area industriale. Finalmente ci sono le condizioni per farlo. Abbiamo raccolto le richieste relative ad alcuni ostacoli che potrebbero rallentare lo sviluppo dell’area, come il vincolo paesaggistico che risale al 1939 e sicuramente rappresenta un freno per l’applicazione della Zes e per gli investimenti delle imprese. Dobbiamo rimuovere i piccoli impedimenti per velocizzare la messa in campo degli investimenti».
«Interventi infrastrutturali legati alla viabilità sulla statale 18 e al nuovo svincolo autostradale, sviluppo del Porto turistico in stretta relazione con l’aeroporto di Lamezia Terme e la possibilità di utilizzare quanto previsto dal Decreto semplificazione anche per progetti di interesse pubblico come quello del Waterfront affidando l’iter di gestione a un commissario: queste alcune delle proposte – si afferma ancora nel comunicato – illustrate dal dirigente della LameziaEuropa Tullio Rispoli. Presenti anche il consigliere regionale Libero Notarangelo e Raffaele Mammoliti che si occupa da tempo della questione dell’area industriale di Lamezia e dell’ex Italcementi di Vibo Valentia».
«Bisognerà inoltre capire – dice ancora Carlo Guccione – a che punto è l’Accordo di Programma sottoscritto da Ministero dello Sviluppo economico, Invitalia e Regione da 145 milioni di euro che prevedeva ben sette contratti di sviluppo che avrebbero attivato investimenti superiori a 280 milioni di euro. Si passa alla fase operativa, stavolta i soldi ci sono non possiamo perdere questa occasione. Ora servono i progetti».





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