Pietropaolo replica a Bevacqua: «Vuole trasformare la Calabria nella terra degli impiegati»

Il capogruppo di Fdi: «Proporre 5mila assunzioni nella pubblica amministrazione può funzionare nella propaganda, ma non è utile alla crescita della regione». La risposta: «Evidentemente viviamo in due regioni diverse»

Pietropaolo

CATANZARO «Mentre accusa il governo regionale di spendere le risorse in iniziative prive di prospettiva, il consigliere Bevacqua propone di spendere i fondi europei per assumere cinquemila giovani a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione. La prospettiva, secondo Bevacqua, sarebbe quella di trasformare la Calabria in una terra di impiegati, oltre che di percettori di sussidi, chiamati ad amministrare con efficienza il deserto economico e produttivo causato da un modello sociale e politico fallimentare, del quale ancora paghiamo il prezzo in termini di mancato sviluppo». È quanto afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale Filippo Pietropaolo, che spiega: «Per decenni in Calabria la vecchia partitocrazia ha costruito le proprie clientele strappando gli artigiani e i piccoli imprenditori alle loro attività assicurando un posto fisso negli enti pubblici o parastatali, oppure costruendo enormi bacini di precariato a cui oggi l’amministrazione sta lavorando per dare una soluzione definitiva. Una politica che ha certo aumentato il livello di benessere in molti strati della società, ma ha stroncato la possibilità di far crescere il tessuto produttivo calabrese. Bevacqua vuole riportare la Calabria indietro di cinquanta anni, riaffermando la cultura del posto fisso anziché la cultura d’impresa. Naturalmente tutti condividiamo la necessità di modernizzare e rendere maggiormente efficiente la pubblica amministrazione, anche accelerando con nuovi concorsi l’inserimento nelle piante organiche di forze fresche e competenti, ma non è per questo che devono essere utilizzate le risorse comunitarie, che invece devono essere destinate soprattutto a realizzare le opere infrastrutturali che servono a fare recuperare competitività e attrattività alla Calabria e stimolare le imprese ad investire, creare opportunità, ricchezza e lavoro vero. La Calabria è ricca di potenzialità inespresse, dal turismo all’agroalimentare, dallo sfruttamento dei bacini culturali all’innovazione tecnologica, è soprattutto lì che bisogna indirizzare le competenze dei nostri giovani, sostenendo le iniziative imprenditoriali e accompagnandole al successo. Proporre cinquemila assunzioni nella pubblica amministrazione – un numero che non è chiaro come sia stato calcolato – attraverso l’utilizzo delle risorse europee – che non è chiaro per quanti anni potranno sostenere questo “piano” – è un’idea che può funzionare per la propaganda, ma non è certo utile alla crescita della regione».

BEVACQUA: «VIVIAMO IN DUE REGIONI DIVERSE» A stretto giro è arrivata la controreplica di Bevacqua al collega. «Dopo anni di blocco del turn over, pensionamenti e mancato ricambio, tutti gli indicatori nazionali e internazionali manifestano la incapacità delle pubbliche amministrazioni di fare fronte alle sfide del presente e del futuro prossimo e la conseguente necessità di inserire nella macchina burocratica le figure professionali oggi assenti e che i tempi richiedono – evidenza il capogruppo del Pd in consiglio regionale –. Ma, evidentemente, il collega Pietropaolo si è distratto un attimo. La mia proposta di un Piano di 5 mila assunzioni utilizzando la rimodulazione dei Fondi Ue è l’esatto contrario di un passo indietro: costruire una P.A. forte e professionalmente al passo con i tempi è il modo più intelligente e lungimirante per garantire alla società e al mondo imprenditoriale quella celerità e puntualità senza le quali un vero sviluppo diventa impossibile e gli investimenti, quand’anche finanziati, restano sulla carta e non si concretizzano mai. Forse, però, il collega Pietropaolo e il sottoscritto vivono in due regioni diverse».

 





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