Sanità, Santelli: «Contro il Covid miracolo Calabria, ma ora più fondi e riforme profonde»

La governatrice nelle conclusioni della prima giornata sui fondi europei: «Catena di comando frammentata, per questo spesso c’è confusione. Obiettivi: riparto di risorse più giusto per la regione, e poi scrivere un piano sanitario vero. Presto in Consiglio una proposta di legge su riassetto spoke e hub»

CATANZARO «Più fondi da Roma e un Piano sanitario vero». Nel suo intervento di sintesi e chiusura della prima giornata dell’evento di avvio della programmazione comunitaria, la governatrice Jole Santelli traccia la direttrice della sanità del domani. Nessun accenno al fatto che in autunno le nomine dei manager di Asp e Ao tornano nella piena disponibilità della Regione, e tuttavia la presidente della Giunta indica, nel corso della convention nella Sala Verde della Cittadella,  alcune priorità per il futuro. Partendo da uno sguardo al passato e al presente. «In questa dimensione di Coronavirus – esordisce la Santelli, intervistata dalla giornalista Rai Cecilia Primerano – ci siamo scontrati con un dato di fatto. È una sanità tricefala: c’è la Regione, ci sono i commissari, che a loro volta in forza del “Decreto Calabria” hanno avuto la possibilità di nominare  i commissari nelle Asp e nelle aziende ospedaliere e ci sono delle Asp che sono di nomina del ministero dell’Interno. Quindi, già quando la catena di comando è così frammentata, comprenderete la confusione che si crea. Quindi, io penso che ci sia stato un miracolo Calabria nella gestione del Covid, perché non sono state le istituzioni che ci hanno consentito di aprire la strada ma è stata la capacità e la voglia di tanti singoli che si sono messi insieme e hanno fatto rete». Poi, la prospettiva delineata dalla Santelli: «Ora dobbiamo avere degli obiettivi. Il primo è romano: a Roma devono cambiare il riparto dei fondi sulla Calabria, perché oggettivamente è palesemente ingiusto nei confronti della Calabria. Il secondo obiettivo è revisionare il nostro sistema organizzativo: presto spero che porteremo in Consiglio regionale la proposta di modifica di assemblamento degli spoke con gli hub, per recuperare una medicina territoriale che finora è stata la Cenerentola, della cui necessità ora ci siamo resi conto e dobbiamo farne una mission. E poi – rileva la governatrice rivolgendosi al dg del Dipartimento Tjutela della Salute, Francesco Bevere, presente in platea – metterci a scrivere un piano sanitario vero, che dia una mission agli ospedali calabresi, al territorio, che dia una dignità alla Calabria. Abbiamo grandi professionalità mediche che lavorando sul territorio, ma consentitemi di dire che un piano sanitario si scrive non per i medici, i sindaci e i politici ma si scrive guardando solo l’esclusivo interesse del cittadino, e allora – conclude la Santelli – vedrete che le soluzioni arriveranno».  (a. cant.)

 





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