Sapia non vota la proroga dello stato di emergenza al 15 ottobre

«Mancano i presupposti» spiega il deputato del Movimento 5 Stelle. «Questo era il momento di coinvolgere la Camera e il Senato nelle decisioni per la ripartenza del Paese»

ROMA Il deputato del Movimento 5 Stelle, Francesco Sapia, ha votato contro la risoluzione a seguito della quale il Governo ha di recente prorogato sino al 15 ottobre lo stato di emergenza nazionale relativo al nuovo coronavirus. Una posizione che l’esponente politico calabrese aveva già annunciato e palesato ritenendo che: «Se c’è un’emergenza, si delibera lo stato di emergenza. Se invece non c’è, non ha senso deliberarla preventivamente, così determinando un accentramento di poteri che non trova fondamento nella realtà e che costituisce un precedente pericoloso, a prescindere dai colori, dalle bandiere e dalle alleanze della politica». Arrivano proprio dalla maggioranza che sostiene il Governo le critiche alla decisione assunta. E viene sottolineato come serviva molto di più un confronto di natura politica per ripartire in modo omogeneo le decisioni assunte, «occorreva salvaguardare il rapporto tra parlamento e governo, sulla base dei dati oggettivi, che non possono affatto definirsi di emergenza». Qaunto deliberato dal Governo a trazione politica di cui lo stesso Sapia fa parte per l’esponente politico calabrese non è condivisibile in quanto: «Mancavano i presupposti e dunque anche in maggioranza si doveva fare un ragionamento diverso, più istituzionale e più politico. Questo era il momento di coinvolgere da subito la Camera e il Senato nelle decisioni per la ripartenza del Paese, anche perché la nuova legge di Bilancio richiederà un confronto molto profondo e la responsabilità di tutte le forze politiche per ricostruire il tessuto economico e sociale».





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