Reggio, bonifica e smaltimento amianto. «Il Comune ha perso i finanziamenti regionali»

L’amministrazione comunale sembrerebbe non aver aderito, nonostante l’impegno e la raccomandazione dell’assessore regionale all’Ambiente Sergio De Caprio. La denuncia dell’Osservatorio Nazionale Amianto: «155 i milioni di metri quadri di amianto presenti nel territorio calabrese. Le città più a rischio sono Lamezia, Crotone e proprio Reggio»

amianto tetto Ona Reggio

REGGIO CALABRIA La Regione Calabria ha stanziato un bando per accedere ai fondi destinati alla bonifica e smaltimento dell’amianto ancora presente anche negli edifici pubblici prorogando ulteriormente la scadenza al 3 agosto 2020. Ma, per le scuole e gli edifici pubblici comunali della città di Reggio Calabria non ci sarà nessuna bonifica, l’amministrazione comunale sembrerebbe non aver aderito, nonostante l’impegno e la raccomandazione dell’Assessore all’Ambiente della Regione, il Colonnello Sergio De Caprio, nel sottolineare l’importanza per i 404 Comuni calabresi di partecipare al bando.

LA DENUNCIA A denunciarlo è l’Osservatorio Nazionale Amianto, già operante sul territorio con numerose attività che coinvolgono le principali realtà calabresi, da Reggio a Cosenza, e che ha deciso quindi di far luce su tutte le ombre che circondano questa vicenda, depositando presso i vertici amministrativi, un’istanza di accesso agli atti avente ad oggetto la richiesta della «documentazione in ordine all’adesione e/o richiesta di partecipazione da parte del comune di Reggio Calabria all’avviso pubblico campagna di censimento e pre-adesione procedura concessione finanziamento per rimozione amianto da immobili di proprietà pubblica con scadenza prorogata in data 03.08.2020. Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2014/2020 – Delibera CIPE n. 11/2018».

L’INDIFFERENZA «Già dopo il terremoto del 1908, che ha distrutto Reggio Calabria e Messina, sono state costruite delle baraccopoli. Per trovare in terra il girone dei dannati è sufficiente varcare lo stretto e recarsi in questa baraccopoli, un reticolato di costruzioni precarie e malsane, piene di eternit e topi. I loro abitanti sono i moderni dannati – spiega l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA – paradossalmente, anche la tutela della salute, e la sconfitta dell’amianto, passa attraverso il vile denaro, come filo conduttore, quel lungo filo rosso di sangue, che ha alimentato la produzione e l’utilizzo di amianto, che ha creato profitto per pochi e lutto per molti, e più di 107.000 morti ogni anno, tenendo conto delle sole asbestosi, tumori dei polmoni e mesoteliomi, di origine professionale, senza le altre patologie asbesto correlate e anche quelle non di origine occupazionale: una strage annunciata, evitabile e inaccettabile, che impone, subito, di trasformare le raccomandazioni dell’ONU in veri e propri obblighi, anche se la Cina continua ad essere tra i maggiori produttori e utilizzatori dell’amianto, e al tempo stesso, il più cospicuo finanziatore dell’OMS». «Con l’aiuto del delegazione di Cosenza ci siamo resi disponibili ad affiancare il settore ambiente del comune per produrre velocemente tutte le pratiche accessibili per le bonifiche degli edifici in base alle priorità ed al regolamento del bando come espressamente richiesto dalla consigliera comunale con delega all’amianto, Paola Serranò, che ringrazio infinitamente per la grande considerazione e per la sensibilità da sempre dimostrata a questo grave problema, con un nulla di fatto”, gli fa eco Massimo Alampi, responsabile ONA Reggio Calabria, che sottolinea come «l’indifferenza del Comune di Reggio Calabria nell’aderire al bando di bonifica amianto non ha per nulla rallentato la nostra azione sul territorio che sarà sempre più incisiva e determinata».

L’EMERGENZA Attualmente sono 155 i milioni di metri quadri di amianto presenti nel territorio calabrese e questo bando epocale sarebbe stato l’occasione per dare inizio a tutte le operazioni di bonifica attese ormai da troppo tempo. Le città più a rischio sono Lamezia Terme con oltre 88 ettari di materiale contenente amianto, Crotone con circa 57 ettari contaminati ed infine la città di Reggio Calabria con circa 30 ettari





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