Pizzo a rischio scioglimento?

La notizia deflagra negli ambienti politici calabresi proprio alla vigilia delle primarie in programma domenica e non fa di certo sorridere Gianluca Callipo. Il comune di Pizzo Calabro, guidato proprio…

La notizia deflagra negli ambienti politici calabresi proprio alla vigilia delle primarie in programma domenica e non fa di certo sorridere Gianluca Callipo. Il comune di Pizzo Calabro, guidato proprio dal giovane renziano che è in corsa per ottenere la candidatura a governatore del centrosinistra, non ha ancora dato il via libera al Bilancio di previsione 2014. La legge prevedeva che andava fatto entro il 30 settembre. E invece lo strumento contabile non solo non è stato ratificato in consiglio comunale, ma nemmeno la giunta lo ha esaminato. Nella giornata di ieri dagli uffici comunali è partita una comunicazione formale indirizzata al prefetto di Vibo Valentia. Oggetto: il comune di Pizzo non ha approvato il Bilancio 2014.

Adesso è corsa contro il tempo per evitare l’applicazione dell’articolo 141 del Testo unico degli enti locali, che prevede lo scioglimento del consiglio comunale nel caso in cui la manovra finanziaria non viene approvata nei tempi previsti dalla legge. Callipo, per il momento, prova a gettare acqua sul fuoco assicurando che all’orizzonte non c’è nessun pericolo: «Il termine del 30 settembre è ordinatorio e non perentorio: è infatti il medesimo articolo del Tuel prevede l’avvio della procedura per lo scioglimento del consiglio comunale, soltanto dopo che sono decorsi i 20 giorni assegnati dal prefetto con la diffida notificata ad ogni consigliere. E in ogni caso già da subito attiveremo i nostri tecnici per venire a capo della questione così come è successo in passato. Sia chiara una cosa, però: la nostra amministrazione comunale ha tenuto i conti in ordine e non corre nessun rischio».

Il problema, tuttavia, è che nel caso di Pizzo Calabro lo schema di Bilancio non è stato nemmeno approvato in giunta e, dunque, restando a quanto prevede la legge, il prefetto adesso dovrebbe nominare un commissario affinché lo predisponga d’ufficio per sottoporlo al consiglio comunale. A quel punto il rappresentante del governo assegna al Consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all’amministrazione inadempiente. Del provvedimento sostitutivo è data comunicazione al prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio comunale.

Per Callipo, insomma, sono ore cruciali su tutti i fronti.

Antonio Ricchio

a.ricchio@corrierecal.it 

 





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password