«L’elezione di Molinaro è legittima». Rigettato il ricorso di Novello

Secondo i giudici del Tribunale di Catanzaro il consigliere avrebbe rinunciato all’incarico nell’Ara Calabria a gennaio e dunque prima della proclamazione degli eletti in Consiglio avvenuta a febbraio

Pietro Molinaro

CATANZARO Il Tribunale di Catanzaro ha rigettato il ricorso proposto da Luigi Novello, candidato con la Lega alle scorse elezioni regionali, nei confronti di Pietro Molinaro, risultato eletto nella circoscrizione di Cosenza.
Novello aveva fatto ricorso contro l’elezione di Molinaro ritenendo che – si legge nel dispositivo del tribunale di Catanzaro – Molinaro «era incompatibile con la nomina di consigliere regionale, avendo presentato tardivamente le proprie dimissioni dalla carica di presidente del Cda ed amministratore dell’Ars calabresi (Allevatori Regionali Suinicoltori), società cooperativa a responsabilità limitata, che e la situazione di incompatibilità si profilava in quanto l’Ars intratteneva rapporti con la Regione per il tramite della Ara Calabria, beneficiaria di finanziamenti continuati e cospicui, e che Molinaro ricopriva funzioni di direzione all’interno della stessa Ara, senza che vi fosse traccia di un atto di dimissioni, come pure non era rinvenibile alcuna rinunzia agli incarichi di consigliere e membro della Commissione Politiche economiche del Cnel, nonché di presidente del Cda dell’Inipa, ente di formazione professionale nel settore agroalimentare, finanziato in via diretta da enti nazionale e sovranazionale e la rendicontazione economica del quale era affidata al Collegio dei revisori dei Conti composto da esponenti del ministero e della Coldiretti».

Tesi che però non sono state accolte dal Tribunale di Catanzaro. Con riferimento all’Ara secondo il tribunale di Catanzaro «emerge ex actis, segnatamente dal certificato camerale della società, che Pietro Santo Molinaro, presidente del Cda dell’anzidetta società e legale rappresentante della medesima ha rinunciato all’incarico con dimissioni indirizzate e ricevute il 23 dicembre 2019 e che la variazione societaria veniva iscritta nel registro delle imprese in data 30 gennaio 20. Decorrendo dalla fine del gennaio 2020, e dunque prima della proclamazione degli eletti avvenuta nel successivo febbraio, l’efficacia della rinuncia, essendo questo il momento dal quale l’atto di cessazione dalla carica era opponibile ai destinatari della pubblicità operata con l’iscrizione, può concludersi che il resistente si sia formalmente spogliato dall’incarico entro il termine legalmente stabilito, così da perdere agli occhi dell’elettorato la propria eventuale posizione di privilegio».

Con riferimento al Cnel, il tribunale di Catanzaro attesta che Molinaro «ha fornito adeguata prova di essersi dimesso dal suo incarico di consigliere in data 3 febbraio 2020, ossia prima di essere proclamato eletto alla carica di consigliere regionale in data 17 febbraio 2020, mediante deposito della comunicazione inoltrata a mezzo posta elettronica certificata». Infine, la questione Inipa: per il tribunale di Catanzaro «se è vero che l’ente in esame opera attraverso le strutture degli enti locali, si avvale delle federazioni regionali della Coldiretti per l’assistenza tecnica e logistica, collabora con le principali istituzioni pubbliche e private di ricerca e consulenza, l’articolato statutario non riserva alla Regione alcun potere non solo di nomina ma anche di determinazione delle finalità dell’ente», inoltre Molinaro «ha depositato riprova delle tempestive dimissioni dall’incarico», la cui durata – spiega ancora il tribunale di Catanzaro – «iniziava a far data dal 13 maggio 2009 e terminava al 28 novembre 2016, dunque anni prima della stessa presentazione della candidatura oggetto di giudizio».





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