Crotone, per il candidato a sindaco continua il “braccio di ferro” nel centrodestra

Il movimentismo di Torromino non piace molto agli alleati. Lega e Fratelli d’Italia si impegnano a valutare anche la possibilità di dare vita ad una nuova coalizione senza FI e con un nuovo candidato a sindaco

di Gaetano Megna
CROTONE La Lega valuta la situazione e Fratelli d’Italia dialoga con il freno a mano tirato. Forse il carroccio cerca un pretesto per rompere i rapporto con Forza Italia o forse intende utilizzare Crotone per rispondere a Forza Italia che, a Reggio Calabria, sta creando problemi al candidato a sindaco della Lega. Nella città dello Stretto il candidato della coalizione è il leghista Antonino Minicuci, contro il quale si è subito schierato il coordinatore provinciale di FI, Francesco Cannizzaro, parlamentare ed autorevole dirigente del partito di Berlusconi.

L’APERTURA A LEO PEDACE Ovviamente la posizione pubblica di Cannizzaro non è piaciuta alla Lega. Succede che, quando a Crotone inizia la maretta all’interno della coalizione di centrodestra perché accoglie a braccia aperte le tre liste di Leo Pedace, che sino a qualche giorno prima aveva tentato di fare l’accordo con Franco Iacucci, commissario provinciale del Pd, la Lega pensa di cogliere l’occasione per rendere la pariglia all’alleato che, sulle rive dello Stretto, tenta di costruire argini contro il carroccio. L’apertura a Pedace, a coalizione già avviata, non piace nemmeno a Fratelli d’Italia, perché il nuovo arrivato, con le sue tre liste, rafforza la posizione di FI. A conti fatti le tre liste di Pedace aggiunte alle altre targate o targabili FI determinano uno squilibrio di forze all’interno della coalizione che candida a sindaco Antonio Manica, anche questo riconducibile al partito di Berlusconi. L’altro ieri il segretario cittadino della Lega, Salvatore Gaetano, ha convocato nel suo ufficio che si affaccia su piazza Pitagora un incontro che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dei massimi rappresentanti di Fratelli d’Italia, Michele De Simone e Giuseppe Malena, e di Giovanni Capocasale della lista civica “Crotone da vivere”. Tema dell’incontro la valutazione del rapporto con il parlamentare azzurro Sergio Torromino, che sta monopolizzando la coalizione.

IL BRACCIO DI FERRO Il movimentismo di Torromino non piace molto agli alleati, che temono di essere schiacciati dalla forza messa in campo dagli altri. Lega e Fratelli d’Italia si impegnano a valutare anche la possibilità di dare vita ad una nuova coalizione senza FI e con un nuovo candidato a sindaco. La Lega valuterà la situazione con un incontro già fissato con il coordinatore regionale Cristian Invernizzi e Fratelli d’Italia con una interlocuzione con i livelli regionali e nazionali. Mentre il partito leghista potrebbe utilizzare la situazione di Crotone come risposta per quello che sta avvenendo a Reggio Calabria, i meloniani hanno solo il problema di non essere schiacciati dall’alleato e dalle sue liste. De Simone chiama Roma e Catanzaro e i livelli nazionali e regionali gli danno carta bianca. De Simone, però, teme che la Lega possa lasciarlo con il cerino in mano e decide di intraprendere la via della trattativa con Torromino. Al parlamentare chiede un accordo sulla distribuzione degli incarichi più importanti da riconoscere ai partiti della coalizione. Chiede di sottoscrivere un accordo che assegni agli altri due partiti della coalizione (Lega e Fratelli d’Italia) le cariche di vicesindaco e presidente del consiglio comunale. Con il cerino in mano non vuole restare e non pensa seriamente di abbandonare la coalizione che potrebbe vincere la competizione elettorale. Le Lega, invece, nella riunione di ieri con Invernizzi demanda al segretario regionale di valutare la situazione di Crotone. La situazione della città pitagorica potrebbe servire alla Lega per riequilibrare i rapporti con gli alleati a Reggio Calabria.





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