«Costruire su Sorical il nuovo gestore pubblico del servizio idrico calabrese»

Il presidente dell’Autorità Idrica della Calabria Marcello Manna scrive a Jole Santelli: «L’intero percorso e la sua modalità di esplicazione dovrà essere e sarà partecipativo e chiaro, soprattutto nei confronti dei calabresi»

RENDE «È assolutamente necessario che l’Ente Regionale si renda parte attiva del processo di trasformazione della Calabria da cenerentola d’Europa a terra di sviluppo e progresso come merita che sia; è auspicabile pianificare insieme, Assemblea dell’Autorità e Regione Calabria, un nuovo percorso, che transita obbligatoriamente dalla
riqualificazione di Sorical intorno alla quale costruire il nuovo gestore pubblico del servizio idrico regionale, che disinneschi i rischi per l’intera nazione di mancare il fondamentale appuntamento europeo per l’accesso ai finanziamenti dedicati al settore».
È quanto scrive il presidente dell’Autorità Idrica della Calabria Marcello Manna alla presidente della regione Jole Santelli in merito all’organizzazione del servizio idrico integrato nel territorio regionale che «è affetta da diffuse e sedimentate problematiche alle quali si sta cercando di porre rimedio attraverso il complesso percorso che l’Autorità Idrica della Calabria ha intrapreso per pervenire ad una configurazione definitiva della gestione integrata del servizio stesso».

«Nelle diverse Assemblee dei Sindaci dell’AIC, l’ultima della quali si è tenuta lo scorso 3 agosto – prosegue – è emersa dalla discussione la necessità di una posizione proattiva da parte dell’Ente Regionale nel processo avviato; il processo innescato ha bisogno della partecipazione di tutti gli Enti coinvolti. Lo start-up del gestore unico necessita di un periodo di organizzazione strutturale, i cui costi, da sostenere anche con linee di finanziamento dedicate e pari a non meno di 50 milioni di euro per i primi anni, sono troppo grandi per le fragili spalle finanziarie dei Comuni calabresi. L’intero percorso, infine, e la sua modalità di esplicazione, ancorché complesso e difficoltoso, dovrà essere e sarà partecipativo e chiaro, soprattutto nei confronti dei calabresi, troppo spesso disorientati da notizie frammentarie e, a volte, strumentali, che non agevolano il raggiungimento degli obiettivi di crescita che il processo di rinnovamento, oramai innescato ed irreversibile, deve ottenere».





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