«Debito cancellato? Falcomatà ha sbagliato giungla. E pure i conti»

Il candidato sindaco di Reggio Calabria, scelto da Matteo Salvini e indicato al centrodestra, commenta l’annuncio dei fondi messi a disposizione dal Decreto Agosto. Minicuci: «Prendersi i meriti per quanto ottenuto rappresenta soltanto l’ultima farsa in ordine temporale dell’attuale amministrazione»

Antonino Minicuci

REGGIO CALABRIA «I meriti per quanto ottenuto vanno tutti al sindaco Falcomatà, che ha combattuto come un leone. La conferenza-show andata in scena ieri a Palazzo San Giorgio, con un redivivo Nicola Zingaretti a fare da stampella a Giuseppe Falcomatà, è stata una presa in giro che i reggini non meritano». Lo afferma Antonino Minicuci, candidato a sindaco di Reggio Calabria per il centrodestra.
«Vestendo metaforicamente i panni del noto cantautore Jovanotti ai tempi del suo brano ‘Cancella il debito’, riferito all’Africa, il sindaco Falcomatà – continua il candidato indicato dalla Lega agli alleati del centrodestra – invece che coprirsi di vergogna per i sei anni di vuoto assoluto che hanno fatto sprofondare Reggio Calabria e parallelamente il suo indice di gradimento, ha preferito recitare il ruolo di Pinocchio, personaggio notoriamente caro all’attuale primo cittadino. “Debito cancellato, salvato il futuro di Reggio Calabria” il messaggio roboante lanciato alla cittadinanza. Nulla di più falso, l’imbarazzante propaganda elettorale ha visto il Partito Democratico occupare Palazzo San Giorgio. Le slide mostrate al pubblico, fatte di slogan e frasi trionfalistiche, rappresentano l’unica cosa tangibile da mostrare ai reggini. Avremmo preferito, per maggiore aderenza con la realtà, slide di qualsiasi strada di Reggio Calabria, ‘impreziosita’ da voragini e\o spazzatura. Per fortuna, o purtroppo, i reggini però non hanno bisogno di vedere immagini di questo tipo sullo schermo. La vergognosa realtà quotidiana parla più di un proiettore».
«Il ‘Re Leone’ Falcomatà – continua il candidato scelto da Matteo Salvini – non ha sbagliato soltanto giungla ma anche i conti. Il debito del comune di Reggio Calabria non solo non è stato cancellato ma è aumentato da quando, sei anni fa, l’attuale primo cittadino si è insediato. I numeri del resto non hanno colore politico e parlano chiaro. I commissari, nella loro relazione di fine mandato, al 31-12-2012 certificavano un disavanzo di 110 milioni e 900 mila euro. Questa cifra si è ‘magicamente’ trasformata lievitando, secondo quanto certificato nel bilancio consuntivo del dicembre 2019, a circa 400 milioni di euro. Cifra astronomica e che non tiene conto dell’ulteriore debito idropotabile di circa 65 milioni di euro».
«Giova ricordare inoltre – prosegue Minicuci – che l’attuale amministrazione aveva ricevuto la reale occasione di ‘cancellare il debito’, grazie ai circa 220 milioni ottenuti a fondo perduto dal Governo per il tramite di Cassa dd.pp. e dall’emendamento ‘De Sena’. Cifra importante e di vitale importanza per la nostra città che il leonino Falcomatà, assieme all’amministrazione attuale, ha utilizzato non si capisce bene in che modo, in considerazione del fatto che il debito anziché essere cancellato è aumentato e Reggio Calabria sprofonda sempre più, desolante perfino nei servizi essenziali di cui i reggini non possono usufruire».
«Le risorse che si spera arriveranno dal Governo e non è chiaro ancora in quali termini (il decreto infatti al momento non è ancora stato pubblicato su Gazzetta Ufficiale) sono senza dubbio utili per la nostra città e li accogliamo positivamente. Allo stesso tempo, chiediamo alla coalizione di centrodestra di attivarsi attraverso uno specifico emendamento affinché i fondi destinati alle città italiane possano essere aumentati, così da poter concretamente sperare (non con slide e frasi ad effetto) di cancellare il debito del comune di Reggio Calabria.
Prendersi i meriti per quanto ottenuto, sostenendo inoltre che il debito ‘è stato cancellato’, rappresenta soltanto l’ultima farsa in ordine temporale dell’attuale amministrazione. Artefice del fallimento totale di questi sei anni, disastro evidente agli occhi di tutti i reggini – conclude il candidato di Salvini – che non vedono l’ora, attraverso le urne, di voltare pagina».





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