Minicuci candidato da Salvini ma con l’entourage di Forza Italia

L’uomo scelto dalla Lega è attorniato più dai vecchi amici azzurri che dai nuovi in verde. Antonio Eroi è il registrant del sito web del burocrate indicato dalla Lega agli alleati del centrodestra. Committente responsabile della campagna elettorale è Nuccio Pizzimenti

di Fabio Papalia
REGGIO CALABRIA Minicuci sbarca sul web con il sito minicucisindaco.it. Dominio creato il 13 agosto 2020, alle ore 15:25. Registrant: Antonio Eroi. Minicuci non era il candidato della Lega? Non era lui che corrispondeva all’identikit tracciato dal capitano? «Un uomo o una donna, anche senza tessera di partito, che sia indicato dalla Lega come sindaco di Reggio Calabria». Così aveva detto Matteo Salvini davanti all’Hotel Excelsior. E allora che c’azzecca Antonio Eroi, di Forza Italia, ex presidente (l’ultimo) del Consiglio provinciale di Reggio Calabria, nell’entourage di Minicuci? Che i due si conoscono è un fatto notorio, quando Eroi era presidente del Consiglio provinciale Minicuci ci lavorava come segretario/direttore generale, sotto il presidente Giuseppe Raffa, un altro di Forza Italia vicino a Nino Foti. Pare fosse stato proprio quest’ultimo a suggerire a Raffa di avvalersi della professionalità del buon Minicuci, che iniziando la carriera da “archivista, scrivano, dattilografo” nel natio Comune di Melito Porto Salvo nel 1979, ha scalato le vette dell’amministrazione pubblica fino alla Provincia di Reggio Calabria, appunto, e poi ha terminato qualche mese fa al Comune di Genova, prima della meritata pensione. E proprio al Comune di Genova era approdato, felice coincidenza, Antonio Eroi. I due avevano potuto riabbracciarsi nel capoluogo ligure (nella foto in alto).
IL COMMITTENTE RESPONSABILE Gli indizi non finiscono qui. C’è un altro filo che porta a Forza Italia e risponde al nome di Pasquale Pizzimenti. Già nello staff di Raffa, oggi il vulcanico Nuccio Pizzimenti è il committente responsabile della campagna elettorale del candidato a sindaco del centrodestra, che però è stato indicato agli alleati dalla Lega. E quindi come mai il circolo ristretto di persone attorno al candidato è formato da una corrente (allo stato minoritaria) degli azzurri e non dagli esponenti reggini del Carroccio? Vero è che i leghisti a Reggio sono pochi, ma anche gli azzurri di Nino Foti non sono poi tanti, visto che ancora formalmente il coordinamento provinciale di Forza Italia è in mano a Francesco Cannizzaro, il deputato che non a caso si è opposto più di ogni altro alla candidatura di Minicuci.
E’ legittimo porsi qualche domanda. La Lega ha scaricato il candidato Minicuci nelle braccia degli azzurri? O è Minicuci che una volta incassata la candidatura ha snobbato gli esponenti locali della Lega e si è circondato dei vecchi amici di Forza Italia?
LA SEGRETERIA POLITICA Le stranezze non finiscono qui. Il candidato ha aperto la segreteria politica in un locale di fronte all’esercizio commerciale di Pizzimenti, che oltre ad appassionarsi di politica è anche uno stimato commerciante. Perché non ha scelto la sede della Lega, peraltro inaugurata solo due mesi fa da Matteo Salvini in persona? Non sarebbe stato più “utile” alla causa fare casa e bottega nella sede provinciale del Carroccio? Metti che un indeciso scelga pure di tesserarsi?
E invece quello che Salvini, prima di partorire la scelta, indicava orgogliosamente come un obiettivo leghista, improvvisamente tende a marcare le distanze, nel vero senso della parola, dal partito col simbolo di Alberto da Giussano. Nei comunicati stampa si fa riferimento a Minicuci solo come “candidato del centrodestra” come se si provasse una sorta di pudore a nominare la Lega.
IL SILENZIO DI SALVINI Sarà perché ci ha abituato a sentirlo straparlare su tutto che anche il silenzio dello stesso Matteo Salvini diventa assordante. E’ venuto a Reggio a lanciare l’idea di un candidato a sindaco leghista, è tornato a Reggio dicendosi convinto che alla fine ci sarebbe stato un candidato a sindaco leghista… e poi nulla più. A cominciare dall’annuncio del candidato, affidato a un comunicato stampa, nemmeno una diretta facebook. Nella campagna delle elezioni regionali in Emilia Romagna Salvini si è praticamente “sovraesposto” e “sovrapposto” alla candidata leghista, tanto che oggi in pochi ricordano il suo nome o il suo volto, e quando gli alleati gli concedono di mettere la bandierina verde sulla casella del candidato a sindaco di una delle più importanti città del Sud (una delle dieci città metropolitane d’Italia) inspiegabilmente Salvini si tiene lontano da Reggio Calabria. E se Salvini si fosse semplicemente prestato – più o meno inconsapevolmente – a una manovra di isolamento ai danni di Cannizzaro? Il candidato sindaco di Reggio toccava a Fratelli d’Italia, che dopo le note vicende di cronaca che hanno visto coinvolti uno dopo l’altro due suoi consiglieri regionali ha alzato le mani e ha preferito scambiare la casella reggina con la Puglia. Poiché alla Regione Calabria lo scranno più importante è già occupato da una donna di Forza Italia, se gli azzurri avessero avanzato pretese, il partito di Giorgia Meloni avrebbe legittimamente potuto richiedere ancora altre contropartite, nulla da eccepire invece se ad esprimere il candidato fosse stata la Lega. Ma non solo, se il candidato fosse toccato a Forza Italia, la scelta sarebbe spettata in primis proprio al coordinatore provinciale azzurro. Quindi come fare? E’ più facile che un Minicuci passi per un candidato della Lega, che un azzurro della corrente di Foti e Siclari entri nel regno di Cannizzaro. (redazione@corrierecal.it)





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