Reggio, Eroi: «Non esiste alcuna mia candidatura ma Minicuci è probabilmente una persona “scomoda”»

«Vengo associato a persone con le quali mi sono onorato di fare politica e con le quali abbiamo consegnato alla Città Metropolitana un Ente con zero licenziamenti e con oltre 40 milioni di euro di attivo per ritrovarlo, dopo tre anni, distrutto e indebitato»

Eroi Reggio

REGGIO CALABRIA «Ritengo che nella politica come nella vita bisogna fare scelte coerenti. Io sono stato e rimango coerente, sempre nel centro destra e sempre al servizio della mia città e della mia provincia. In questo periodo di campagna elettorale sono stato più volte chiamato in causa, mio malgrado, senza alcun titolo. Voglio dunque fugare qualsiasi dubbio circa una mia candidatura che non esiste in nessun partito». A scrivere è Antonio Eroi  ex presidente (l’ultimo) del Consiglio provinciale di Reggio Calabria.

«Non sono più tesserato di Forza Italia – afferma – come ben noto dalle mie dichiarazioni su tutte le testate giornalistiche e dagli articoli online. Vengo associato a persone con le quali mi sono onorato di fare politica e con le quali abbiamo consegnato alla Città Metropolitana un Ente con zero licenziamenti e con oltre 40 milioni di euro di attivo per ritrovarlo, dopo tre anni, distrutto e indebitato. Preferirei parlare di questo, ma alcuni giornalisti giocano a cercare scoop che non esistono. Conosco il giudice avv. Antonino Minicuci e lo apprezzo dal punto di vista professionale dal primo giorno di servizio alla Provincia di Reggio Calabria; lo apprezzo come uomo perché persona mite, preparata ed equilibrata; lo apprezzo ancor di più perché ha fatto cose grandi in diverse e importanti amministrazioni italiane. Non condividevo la scelta di mettersi in gioco dopo una brillantissima carriera da manager “non burocrate come scrivono i denigratori”, un attuale incarico di Giudice Tributario e Presidente dell’OIV dell’ASL 3 Liguria. Non accettavo che subisse gli attacchi di quei, fortunatamente pochissimi, “riggitani invidiosi” che nella vita non hanno mai fatto nulla oltre che sparlare a ruota libera di tutto e di tutti. Oggi, invece, apprezzo e condivido la sua scelta perché ha avuto coraggio e lungimiranza, ma invece di essere ascoltato e aiutato nel programma di rinascita della città viene osteggiato persino da certa stampa che non ha perso l’abitudine difare sensazionalismo. Apprezzo ancor di più la scelta di Matteo Salvini di proporre un’idea innovativa per questa città del nulla, qualcuno che sapesse leggere un bilancio, che pur essendo di fondamentale importanza, viene spesso snobbato, qualcuno che avesse già dimostrato per sei lunghi anni di fare bene per i 97 comuni dell’ex Provincia di Reggio Calabria».

«Qualcuno mi denigra – scrive ancora Antonio Eroi – per aver condiviso l’ultima esperienza delle province italiane con Giuseppe Raffa: per cui mi pongo delle domande a cui non riesco a rispondere e chiedo aiuto ai voi lettori. Ma assieme al Presidente Giuseppe Raffa e al Presidente del Consiglio provinciale Antonio Eroi, con Antonino Minicuci direttore generale dell’Ente, non è stato forse assessore alla Cultura e alla legalità lo stimato professionista e politico dott. Lamberti Castronuovo? Il giovanissimo e rampante on. Francesco Cannizzaro non è stato forse componente del consiglio che presiedevo e consigliere delegato agli spettacoli e alla cultura di Giuseppe Raffa? L’illuminato sindaco e on. Regionale Domenico Giannetta, l’on. Regionale Giovanni Arruzzolo non erano forse in giunta provinciale con il dott. Antonino Minicuci segretario generale? L’apprezzato sindaco Giovanni Verduci non era forse il vicepresidente della Provincia? Il sindaco e quasi on. Regionale Pierpaolo Zavettieri non era forse componente dell’Ufficio di Presidenza che mi onoravo di presiedere con il dott. Minicuci direttore generale? Il dott. Giuseppe Pirrotta, candidato della Lega alle regionali, non lavorava forse fianco a fianco in qualità di assessore provinciale accanto al dott. Minicuci? L’on. Maria Tripodi ha mai fatto mistero dell’amicizia e della stima che ripone nel dott. Minicuci? Quindi, non sarebbe più semplice riconoscere il valore del candidato del centro destra Antonino Minicuci, senza cercare sempre di denigrare e scrivere di fantapolitica?».

«Che il dott. Minicuci sia persona disponibile ed equilibrata – continua Antonio Eroi  – lo ha scritto anche il candidato sindaco Klaus Davi, perciò qual è il tentativo di continuare a mettere etichette ad un super manager che potrebbe dare una mano fondamentale alla città? A chi giova? Negli anni in cui ho fatto politica attiva al Consiglio d’Europa, ho fatto osservazioni internazionali per le elezioni in Macedonia, Ucraina e Bosnia Erzegovina per conto dell’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), ma una campagna elettorale così avvelenata come quella di Reggio Calabria non esiste in nessun posto del mondo. Mi auguro che da domani la Politica cominci a confrontarsi su temi di importanza fondamentale quali lo sviluppo, il lavoro, le infrastrutture e una visione della città nel dopo 2020. I tentativi di screditare il dott. Antonino Minicuci servono solo a nascondere i fallimenti politici dell’era Falcomatà, che sono sotto gli occhi di tutti (debito, rifiuti, sanità, strade impraticabili, società, chiusura dell’aeroporto, disoccupazione…) e si rilevano soltanto attacchi personali e insinuazioni prive di sostanza».

«Quello che serve a far comprendere chi è il candidato sindaco del centro destra a Reggio Calabria è pubblicato sui siti istituzionali deli Enti, quindi facilmente consultabile. Il dott. Minicuci – conclude – è probabilmente una persona “scomoda” perché non ha scheletri negli armadi, non ha padrini e non ha padroni: per questo è l’uomo giusto al posto giusto per ridare massima trasparenza e legalità all’ente Comune che, purtroppo, è stato distrutto da un’amministrazione miope ed incapace».





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto