Crotone, niente accordo tra Pd e Gaetano Grillo. Strada libera per la candidatura di Arcuri

Alla competizione elettorale parteciperà, quindi, solo l’area del partito che fa riferimento alla segretaria cittadina, Antonella Stefanizzi. Il cerino è, quindi, rimasto in mano all’area dem che non voleva l’accordo elettorale con il “reuccio” Enzo Sculco

di Gaetano Megna
CROTONE
Sono falliti i tentativi di riunificare il Partito democratico e Gaetano Grillo ritirerà la sua candidatura a sindaco. Domani Grillo farà una conferenza stampa per annunciare le ragioni del suo passo indietro. Alla competizione elettorale parteciperà, quindi, solo l’area del Pd che fa riferimento alla segretaria cittadina, Antonella Stefanizzi, che ha candidato a sindaco Danilo Arcuri. Il cerino è, quindi, rimasto in mano all’area dem che non voleva l’accordo elettorale con il “reuccio” Enzo Sculco. Questa area dem non ha avuto nemmeno la possibilità di utilizzare il simbolo. Sulla vicenda del simbolo c’è stato un vero e proprio giallo. Il commissario provinciale, Franco Iacucci, ha diffuso una nota con la quale annunciava che Nicola Oddati, della segreteria nazionale, gli aveva affidato la gestione del simbolo.

Copia del documento, su carta intestata del partito nazionale, è circolata tra gli addetti ai lavori, ma Stefanizzi e Marilina Intrieri hanno contestato la validità di quel documento. Potrebbe essere stato un falso? A Crotone si racconta che il responsabile della frattura tra le due aree del Pd sia stato il commissario regionale del partito, Stefano Graziano, per mettere in difficoltà Iacucci. Una resa di conti interna. Secondo queste voci Graziano avrebbe convinto Stefanizzi e i suoi amici ad andare avanti con la coalizione (alleanza con il “reuccio”) e con la candidatura a sindaco di Arcuri. Crotone potrebbe essere stato, quindi, utilizzato come campo di battaglia per questioni regionali, dove Graziano ha potuto contare su un’area pitagorica del Pd forte e coesa.

Tre settimane fa Stefanizzi ha scritto una lettera al segretario nazionale del suo partito, Nicola Zingaretti, per informarlo che, in linea con la statuto, aveva dato vita ad una coalizione e scelto il candidato a sindaco. Una scelta che era stata condivisa dai tre quinti dell’assemblea cittadina. Sempre nel rispetto dello statuto il segretario nazionale avrebbe dovuto rispondere entro 15 giorni. Se non lo ha fatto, a Crotone dicono, vuol dire che ha condiviso le scelte. Questa parte del Pd che fa riferimento a Stefanizzi spera ancora nell’assegnazione del simbolo , che non è stata concessa nemmeno all’altra area che candidava Grillo. L’idea che viene fuori è che c’è un partito nazionale che non è interessato ai fatti che succedono nelle periferie: non fa da arbitro e nemmeno prende decisioni per aiutare i processi. Così si comportavano gli dei dell’Olimpo, secondo la mitologia, quando decidevano e alimentavano le guerre degli uomini. Negli ultimi giorni ci sono stati due tentativi di ricucire i frammenti del Pd pitagorico, andati entrambi a vuoto. Il primo tentativo lo ha fatto due giorni fa Iacucci, che ha chiesto a Stefanizzi di poterla incontrare.

L’incontro c’è stato e secondo quanto è stato possibile apprendere le proposte di Iacucci sono state bocciate da Stefanizzi. Iacucci ha proposto di ritirare i due candidati a sindaco (Grillo e Arcuri) e mettere in piedi una nuova coalizione con un terzo candidato. Su quello che si sono detti nel corso dell’incontro ci sono due diverse versioni: una dice che Iacucci avrebbe chiesto a Stefanizzi di rinunciare all’accordo con Sculco; l’altra che, pur di riunificare il partito, Icucci non avrebbe posto condizioni per la coalizione (Sculco poteva farne parte). Si racconta anche che Iacucci avrebbe espresso un giudizio negativo sull’area del Pd che non voleva l’accodo con il “reuccio”. Il secondo incontro Stefanizzi lo ha avuto con Sergio Arena, già candidato alle regionali del 28 gennaio scorso con la lista dem e componente della commissione regionale che dovrà rilanciare il Pd. L’incontro con Arena si è tenuto ieri presso lo studio di un professionista. Secondo quanto si racconta, anche Arena avrebbe proposto il superamento delle diatribe e il ritiro dei due candidati per unificare il partito. Arena, però, avrebbe posto la pregiudiziale su Sculco.

Stefanizzi avrebbe chiesto di poter riflettere, ma nel giro di poche ore avrebbe declinato l’offerta. In campo dovrebbe esserci solo l’area del Pd che fa riferimento a Stefanizzi, perché l’altra non dovrebbe partecipare alla competizione elettorale. Il Pd di Crotone si appresta a vivere una strana situazione, anche dopo le elezioni. Ci sarà un’area che esprime la segretaria cittadina, che è rimasta in carica nonostante i tentativi di disarcionarla e ci sarà un’altra area che è stata nominata nella commissione regionale per la ricostruzione, che dovrebbe porre fine all’era Oliverio. La stranezza sta nel fatto che Stefanizzi potrebbe fare riferimento politicamente ad Oliverio. L’ex governatore, quindi, non esce di scena. (redazione@corrierecal.it)





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