Commissione semplificazione, gruppo Pd: «Santelli vuole cancellare il ruolo del Consiglio»

I consiglieri dem Bevacqua, Irto, Guccione, Notarangelo e Tassone attaccano la governatrice sulla scelta di creare una nuova struttura: «Una scelta istituzionalmente insensata, inutilmente costosa e irrispettosa della massima assemblea elettiva della Calabria»

REGGIO CALABRIA «La commissione nominata dalla presidente Santelli per la revisione delle leggi regionali è un enorme spreco di denaro dei cittadini e uno schiaffo al Consiglio regionale, che viene destinato all’irrilevanza, privato delle sue prerogative e svuotato della funzione legislativa che la Costituzione gli ha conferito». Lo affermano, in una nota, i consiglieri regionali del gruppo del Pd Domenico Bevacqua, Nicola Irto, Carlo Guccione, Libero Notarangelo e Luigi Tassone. «Esprimiamo una forte critica – sostengono – per una scelta istituzionalmente insensata, inutilmente costosa e irrispettosa della massima assemblea elettiva della Calabria. A chi risponderà la commissione di super tecnici? Al legislatore calabrese, che è il Consiglio regionale, oppure direttamente al presidente della Regione, che invece dovrebbe svolgere funzioni esecutive? È inoltre da chiedersi quali siano stati i criteri della scelta dei componenti della commissione: ferma restando la competenza tecnica dei soggetti designati da Santelli, vogliamo sapere se è stata compiuta una selezione pubblica e trasparente, almeno basata sulla comparazione dei curricula, oppure se si tratta, come troppo spesso stiamo registrando, di una scelta fiduciaria della governatrice».
«Si tratta di enormi e gravissimi dubbi – è detto nella nota del Gruppo Pd alla Regione – non solo in termini di opportunità politica ma anche di legittimità, su cui chiediamo conto al presidente del Consiglio regionale, che dovrebbe essere il garante della dignità dei consiglieri e che invece appare sempre più schiacciato sulle posizioni della Giunta. Tallini si svegli dal torpore e dimostri finalmente, per la prima volta in questa legislatura, di avere un sussulto di dignità istituzionale. Il presidente del Consiglio non può avallare acriticamente scelte inaccettabili sul piano della tutela del ruolo e dell’immagine dell’Assemblea che è stato chiamato a presiedere. Faccia il garante dell’Assemblea che guida, evitando di avallare decisioni assunte al di fuori delle sedi istituzionali». «Vorremmo capire infine, e anche di questo chiediamo un formale chiarimento al presidente Tallini – concludono Bevacqua, Irto, Guccione, Notarangelo e Tassone – in base a quali criteri la super commissione dei super esperti sceglierà le leggi da cancellare e quelle da tenere in vita scavalcando l’intero Consiglio e calpestando, in un colpo solo, le prerogative della Commissione Affari istituzionali, della Commissione Riforme e dell’Ufficio di Presidenza».





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