L’appello della Abate alla Santelli: «Difenda il treno Frecciargento Sibari-Bolzano»

Lo spauracchio è che l’unico convoglio ad alta velocità che serve la Sibaritide ed il Cosentino sia “declassato” a Intercity. La senatrice del M5S invita presidente della Regione: «Si affianchi alle mie richieste per difendere questo servizio fondamentale per tutto il territorio calabrese»

CORIGLIANO ROSSANO Continua la “battaglia” ingaggiata dalla senatrice del Movimento Cinque Stelle, Rosa Silvana Abate, a difesa della Frecciargento Sibari-Bolzano, l’unico treno ad alta velocità a servire la Sibaritide ed un bacino d’utenza – considerata anche l’area cosentina e l’alto tirreno – sulla carta, di mezzo milione di calabresi.
Secondo la parlamentare di Corigliano Rossano, la notizia di un declassamento a Intercity della Freccia, come riferito anche dal consigliere regionale Domenico Bevacqua, «ha destato grande preoccupazione e allarme in tutto il territorio della Sibaritide» dopo mesi di trattative e interlocuzioni istituzionali.
«Per mia deformazione professionale ho verificato la situazione della Freccia sul sito di Trenitalia e, incrociando una serie di date e orari di partenza – spiega Rosa Silvana Abate – ho riscontrato che dal 20 settembre al 10 ottobre la partenza del treno in questione viene anticipata alle 5.15 con una variazione di tragitto visto che passerà da Napoli centrale, perdendo così un’ora abbondante e il tempo di percorrenza passa da 4 ore e 15, 4 ore e 30 minuti a 5 ore e 25 minuti. Praticamente viene stravolto l’intero progetto concordato anche con la Regione e il treno diventa non più vantaggioso né a livello di durata del viaggio e né economicamente  a causa anche del prezzo alto per il distanziamento dettato dalle misure anti-Covid. È pur vero che il tempo di questa modifica pare essere limitato a quei giorni ma ciò, inevitabilmente, viola e va ad influire su una serie di clausole contrattuali: questo Frecciargento, infatti, si basa anche su un contratto tra Regione Calabria e Trenitalia. Per questo motivo ho scritto una pec – insiste la senatrice del M5S – sia ai vertici della Regione Calabria, sia a Trenitalia chiedendo, ufficialmente di conoscere lo stato delle cose. Per quanto di mia conoscenza, nel contratto sopra citato, è anche previsto che a fine anno Trenitalia debba fornire i dati di questo treno per verificare se i numeri (gli alti numeri) consentiranno che il servizio non abbia più bisogno dei finanziamenti della Regione. Possibilità molto probabile considerato che, mediamente, dalla stazione di Sibari parta un cospicuo numero di persone a differenza di altre Frecce che operano sul territorio nazionale».
«Inoltre – avanza la parlamentare – formulo la richiesta ufficiale di scorporare dai termini del contratto con la Regione Calabria le settimane di sospensione dovute all’emergenza Covid e chiedo che la scadenza del primo anno sia spostata da metà settembre a fine dicembre per recuperare il periodo in cui il servizio non è stato erogato».
Una proroga che «sarà fondamentale per far rientrare un’altra fetta di vendite nel bilancio totale di questo treno che, secondo le informazioni in mio possesso, si finanzierebbe da solo». Insomma, nell’attesa che «Trenitalia e la Regione Calabria tranquillizzino il territorio con una comunicazione congiunta ed ufficiale», la Abate si augura che «nessuna modifica venga apportata a quanto previsto dal contratto e a quello che risulta essere uno dei progetti in assoluto più riusciti e vantaggiosi sul territorio nazionale».
Secondo Rosa Abate, «la preoccupazione sociale generata dalla nota stampa del consigliere regionale Bevacqua è molto alta e mi viene manifestata con centinaia di messaggi. È superfluo accennare che difenderemo con le unghie e con i denti l’unico treno a lunga percorrenza sulla fascia jonica e che faremo in modo che l’anno speso per la sua istituzione non sia stato vano. In qualità di rappresentante del territorio non permetterò che la Sibaritide – tuona ancora la rappresentante del M5S – torni nell’abbandono nella quale è stata costretta per decenni».
L’invito conclusivo la senatrice, lo rivolge alla presidente della Regione, Jole Santelli, affinché «si affianchi alle mie richieste per difendere questo servizio fondamentale per tutto il territorio calabrese e per la fascia jonica in particolare, augurandoci che nessun altro scippo avvenga nella Sibaritde».





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