Scuole, fronte delle Regioni del Sud al Governo: «Inutile riaprire prima delle elezioni»

La Calabria è stata tra le prime regioni a propendere per la ripresa delle attività scolastiche dopo la chiamata alle urne. Linea condivisa già da Sardegna e Puglia alle quali potrebbero aggiungersi Basilicata, Abruzzo e Campania. Il Comitato tecnico scientifico rimarca: «La scuola è la nostra priorità»

CATANZARO Riaprire subito, riaprire dopo le elezioni, riaprire. Sta andando in scena una vera e propria battaglia – l’ennesima – tra Regioni e Governo centrale con ad oggetto l’interrogativo se sia più opportuno riaprire le scuole prima o dopo le elezioni stanti i tanti, troppi interrogativi quali aule, personale, banchi e trasporti, che gravitano ancora intorno al tema.
«Non ha senso sanificare gli istituti, riaprire, andare al voto ed essere nuovamente costretti a sanificare». L’ultima Regione ad aggiungersi a questo coro è la Basilicata, che ha motivato la decisione parlando delle difficoltà in termini di allestimento delle aule e dei trasporti.
Ieri era intervenuta sul tema Sandra Savaglio, assessore all’istruzione della Regione Calabria, che – anche in risposta ai consiglieri regionali Bevacqua e Pitaro – aveva sottolineato come «le cose si stiano muovendo anche se il tempo è poco», ponendo qualche dubbio addirittura sulla data già slittata da parte della Regione per la riapertura al prossimo 24 settembre.
«AULE GARANTITE PER IL 90% DEGLI STUDENTI» Nel suo intervento, l’assessore Savaglio ha toccato diversi punti, dalla didattica a distanza al test sierologico per i docenti, passando per una lunga lista di incognite che turbano anche tutto il resto del paese, rimarcando le differenze col periodo appena passato: «È noto il nostro impegno per fornire, agli studenti più bisognosi, il mezzo fisico per la DAD (i tablet o simili). Dopo la chiusura dell’anno scolastico 2019/2020, abbiamo iniziato subito a pensare alla riapertura in sicurezza e in presenza. Tuttavia, ci siamo scontrati subito con una realtà che sapevano essere più complessa: mancano gli spazi in alcune scuole sovraffollate. In altre, gli spazi abbondano. Per non parlare della situazione trasporti. Prima di tutto, abbiamo sollecitato lo stop della chiusura degli istituti con pochi alunni (dimensionamento), una operazione che viene fatta tutti gli anni». L’assessore rimarca il lavoro svolto in Regione per poter sopperire a queste mancanze, soprattutto in termini di spazi: «I dati appena arrivati indicano che siamo arrivati a garantire le aule per quasi il 90% degli studenti. Dei circa 127 mila studenti calabresi, è necessario, nelle 4 settimane che rimangono, trovare gli spazi per altri circa 14 mila» (qui l’intervento integrale).
«LA SCUOLA È LA PRIORITÀ» Il discorso è dunque complesso. La scuola “in senso stretto”, in presenza, manca all’Italia da molto – troppo – tempo, molto più che a qualsiasi altro paese europeo. Anche per questo in molti sostengono la necessità di ripartire il prima possibile perorando la tesi che spinge il Governo, con la ministra Azzolina, ad insistere sul 14 settembre. Tra questi Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, che in un’intervista rilasciata al Messaggero ha sottolineato come «l’istruzione sia una priorità a differenza degli eventi sportivi». Per una scuola che naviga nella più piena incertezza, c’è un calendario delle competizioni calcistiche del prossimo anno già definito. E si discute sul far tornare il pubblico negli stadi: «Per noi la priorità è la scuola, ricominciare le lezioni. Il pubblico per gli eventi sportivi, mi spiace, non è una priorità, per il momento». Alla domanda sulla ripresa delle attività scolastiche prevista per il prossimo 14 settembre nel caso in cui i contagi dovessero continuare a crescere in proporzione ai numeri di questi giorni, Miozzo risponde in maniera decisa: «Con l’andamento attuale dell’epidemia sì. Se invece dovesse esserci un incremento dei casi più accentuato, dovremmo fare delle valutazioni qualche giorno prima, attorno al 10 o l’11 settembre. Magari potrà essere necessario essere prudenti nelle aree in cui dovesse esserci un’impennata di casi. Ma oggi la riapertura delle scuole è sostenibile». In Germania hanno dovuto richiudere qualche istituto quando sono riprese le lezioni. «Può succedere e dobbiamo guardare con attenzione agli esempi degli altri Paesi». Desta perplessità – come sottolineato anche da Savaglio – la scelta di alcuni insegnanti di rifiutare i testi sierologici: «Io – dice Miozzo – li avrei resi obbligatori, ma è un parere personale. Penso però che i professori, per la stragrande maggioranza, faranno i test. E sarebbe importante, durante l’anno scolastico, in collaborazione con Istat, svolgere una indagine a campione sugli studenti, per capire quanto è diffuso il virus».
FUTURO PRECARIO E mentre questo dibattito potrebbe tradursi nell’ennesimo scontro Nord-Sud, chi ne fa le spese sono prima di tutto i ragazzi e un sistema, quello dell’istruzione, frustrato già da prima che arrivasse la pandemia. L’associazione nazionale presidi porta l’attenzione anche sul problema del personale e dei precari. Sandra Scicolone spiega: «I lavori per lo sdoppiamento delle classi richiedono tempi tecnici, gli uffici scolastici regionali non hanno comunicato i dati sull’organico aggiuntivo. La didattica digitale può essere una soluzione solo per il secondo ciclo di istruzione. Per primarie e medie non è previsto. Nelle more, dovranno stare in classe con la mascherina». Nel frattempo, scrive la Cgil: «Il nuovo anno scolastico inizierà con almeno 200 mila docenti precari, circa 70 mila con almeno 3 anni di servizio. Il 2 settembre manifesteranno a Roma: appuntamento alle 10,30 a piazza Montecitorio»
Nel frattempo Bonaccini ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in seduta straordinaria per lunedì 31 agosto 2020, alle ore 16.00 in modalità videoconferenza. All’ordine del giorno le valutazioni delle linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del Covid-19 in materia di trasporto pubblico”. Si attendono sviluppi sul tema. (f.d.)





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