Ma Occhiuto inguaia i dem

LAMEZIA TERME L’esito delle elezioni provinciali di Cosenza, Crotone e Catanzaro alla fine, se possibile, invece di sciogliere i fili in seno alle (contrapposte?) coalizioni li ha ancor più ingarbugliati….

LAMEZIA TERME L’esito delle elezioni provinciali di Cosenza, Crotone e Catanzaro alla fine, se possibile, invece di sciogliere i fili in seno alle (contrapposte?) coalizioni li ha ancor più ingarbugliati. Vale per il centrodestra ma vale ancora di più per il centrosinistra. L’affermazione di Mario Occhiuto in quel di Cosenza, in particolare, finisce con l’esasperare un conflitto in seno al Pd fino a spingerlo oltre ogni limite di recupero. Era, la provincia di Cosenza, una roccaforte del centrosinistra. Mai una coalizione di segno opposto ne aveva insidiato il governo. Lo stesso Pino Gentile, quando era al massimo della sua forza e con il centrodestra unito attorno al lui, non era riuscito ad andare oltre il turno di ballottaggio poi vinto a mani basse proprio da Mario Oliverio. Oggi, invece, non solo la presidenza passa a Mario Occhiuto e la sconfitta del candidato di centrosinistra è talmente sonora da legittimare ogni sospetto di “inciucio”, ma a ciò si aggiunge il fatto che Occhiuto correva sotto le bandiere di Forza Italia ed avendo contro anche il Nuovo centrodestra dei fratelli Gentile.

In questo scenario sarà ben difficile aiutare il dialogo che in queste ore il segretario regionale Ernesto Magorno ed il vincitore delle primarie Mario Oliverio stanno tentando di costruire per evitare che i conflitti interni trasformino quella che (erroneamente) viene ritenuta una vittoria scontata alle elezioni regionali in una irrimediabile sconfitta. I più vicini a Magorno puntano l’indice su Nicola Adamo e Carletto Guccione, accusando quell’area di voler evitare un definitivo chiarimento del segretario regionale con Mario Oliverio. Guccione e Adamo respingono con sdegno ogni accusa, evidenziando che la sconfitta cosentina è da imputare solo al metodo che ha portato alla scelta del candidato di centrosinistra. Mario Oliverio cerca disperatamente di chiamarsi fuori rispetto a una disputa interna che alla fine fa male a tutti. A complicare le cose, però, c’è la contemporanea celebrazione di due eventi che sembrano congegnati proprio per acuire la crisi interna.

A Lamezia è convocata la direzione regionale per discutere e deliberare sulle linee guida da dare nella composizione delle liste dei candidati alla regione.

A Cosenza c’è un convegno che doveva segnare il primo disgelo tra renziani e oliveriani, fortemente voluto dai parlamentari cosentini del Pd e per il quale è stato chiamato a concludere i lavori proprio un “renziano doc” come Ernesto Carbone. Proprio Carbone, appena sceso dall’aereo questa mattina, ha indossato i panni del pompiere: «Ha un solo scopo la mia presenza al convegno, dare inizio alla vera campagna elettorale che non è contro nessuno ma è per la Calabria e per il Pd. Io mi metto a disposizione del partito è ben per questo sono qui per stare vicino a Magorno e stare vicino a Oliverio. Le primarie sono finite, adesso l’obiettivo è ridare alla Calabria un governo serio e al Pd una classe dirigente trasparente e affidabile».

Paolo Pollichieni

direttore@corrierecal.it

 







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