Migrazione sanitaria, Sapia: «Stop al commissariamento in Calabria»

Il deputato pentastellato commenta i dati della Fondazione Gimbe sull’andamento della mobilità sanitaria: «Occorre superare la logica burocratica e procedere alla ripartizione del fondo in base al fabbisogno di cure dei territori»

CATANZARO «La Fondazione Gimbe ha certificato la dimensione tragica del fenomeno della migrazione sanitaria, soprattutto dalla Calabria». Con queste parole Francesco Sapia, deputato del M5S in Commissione Sanità, ha commentato gli esiti degli studi della Fondazione Gimbe sulla migrazione sanitaria. «La Fondazione – aggiunge Sapia – ha certificato la Calabria essere il fanalino di coda d’Italia con un saldo pro-capite di mobilità sanitaria – questo il nome dell’indice analizzato – negativo di 148 euro».
«Per invertire la tendenza – sottolinea il deputato del Movimento 5 Stelle – bisogna assumere tutto il personale necessario alle aziende del servizio sanitario regionale, per cui occorre superare impostazioni unicamente burocratiche, quali quelle della struttura commissariale guidata da Cotticelli e Crocco».
«È soprattutto necessario uscire dal commissariamento e dal piano di rientro – questa la proposta del deputato pentastellato – attraverso una ripartizione del fondo sanitario alle regioni che tenga conto del fabbisogno di cure nei singoli territori. Questa logica per il riparto delle risorse è il contenuto di una mia proposta di legge che consentirebbe alla Calabria di avere 150 milioni di euro in più all’anno per il diritto alla salute». «Siamo nel 2020 – conclude Sapia – è ora di dire basta ai viaggi della speranza».





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