Pitaro a Arruzzolo: «Denuncerò sempre le irregolarità»

Il consigliere regionale del Gruppo misto replica al capogruppo di Forza Italia che aveva criticato il collega per l’esposto presentato all’indomani dell’ultimo Consiglio regionale: «Le regole vanno sempre rispettate»

REGGIO CALABRIA «Per quanto mi riguarda, ogni qual volta mi imbatterò in una violazione delle norme che disciplinano il funzionamento del Consiglio, non esiterò ad attivare ogni mezzo a mia disposizione per impedirlo. Se tutto ciò non è coerente con l’idea di politica che ha l’onorevole Arruzzolo non posso farci niente». Così il consigliere regionale del Gruppo Misto Francesco Pitaro replica alla dichiarazione del capogruppo di Forza Italia, Giovanni Arruzzolo. «Mi dà del giustizialista – sbotta Pitaro – in quanto firmatario con altri colleghi di un esposto per fare chiarezza sulla brutta performance della seduta consiliare di martedì 15, io invece voglio ribadire un concetto semplice, ma che è la pietra angolare della civiltà e di ogni sistema democratico: le regole vanno rispettate. E sul punto, se si è tra persone intellettualmente oneste, non c’è da aggiungere altro. Né ha senso buttarla in caciara sproloquiando di politica trascinata nei tribunali e cose del genere, perché se non si è convinti che senza il rispetto delle regole non ci può essere buona politica né buona amministrazione della cosa pubblica, allora vuol dire che siamo messi male».
«L’altro giorno, in breve, a mezz’ora dall’inizio del Consiglio è stata trasmessa una nuova convocazione con un diverso ordine del giorno – ricorda Pitaro – e appena avviata la seduta, è stata chiesta, senza fornire alcun motivo, l’inversione dell’ordine del giorno (che aveva al secondo punto il dibattito sulla scuola) per approvare una legge inserita nella tardiva convocazione all’ultimo momento e sulla quale i consiglieri non hanno avuto modo di presentare emendamenti (com’è previsto dalle regole vigenti) e subito dopo si è impedito il voto nominale, come richiesto dall’opposizione, per l’approvazione dell’inversione dello stesso odg».
«È evidente – conclude l’esponente politico – che tutto ciò viola i diritti e le prerogative dei consiglieri regionali democraticamente eletti. Secondo l’onorevole Arruzzolo, quanto accaduto sarebbe serio, politicamente corretto ed esigerebbe assenso incondizionato, mentre ridicola sarebbe la reazione di chi, dopo aver subito il torto, ha ritenuto di attivare il diritto-dovere della protesta. Qualcosa non torna».





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