Tornano i sindaci in sette consigli comunali sciolti per mafia

I risultati a Cirò Marina, Strongoli, Scilla, Platì, Briatico, Limbadi e San Gregorio d’Ippona

CATANZARO Con le elezioni comunali di domenica e lunedì ritorna la figura del sindaco in alcuni Comuni della Calabria le cui amministrazioni, negli anni scorsi, erano state sciolte per infiltrazioni della ‘ndrangheta e quindi commissariate. A Cirò Marina, l’unico superiore ai 15mila abitanti, al momento, a scrutinio ancora in corso, si profila il ballottaggio: la sfida è tra Giuseppe Dell’Aquila, Sergio Ferrari e Nicodemo Filippelli, tutti e tre sostenuti da tre liste. Sempre nel Crotonese, domenica e lunedì si è votato anche a Strongoli, dove è stato eletto sindaco Sergio Bruno (“Per Strongoli”). In provincia di Reggio Calabria i Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose nei quali si è tornati al voto sono stati due: Scilla, dove ha vinto Pasqualino Ciccone (“Scilla Riparte”), e Platì, dove è stato eletto sindaco Rosario Sergi (“Liberi di ricominciare”). Tre invece, in provincia di Vibo Valentia, i Comuni in passato sciolti per infiltrazioni mafiose e che da oggi hanno un nuovo sindaco e un nuovo Consiglio: si tratta di Briatico, dove ha vinto Lidio Vallone (“Briatico per sempre”), Limbadi, nel quale è stato eletto primo cittadino Pantaleone Mercuri (“Risorgi Limbadi”) e San Gregorio d’Ippona, dove le urne hanno premiato Pasquale Farfaglia (“Insieme per San Gregorio”).





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