A Crotone niente premio di maggioranza per soli otto voti

Scongiurato il pericolo dell’anatra zoppa, un sindaco che non elegge una maggioranza consiliare. Al ballottaggio Manica e Voce

di Gaetano Megna
CROTONE Il premio di maggioranza non viene assegnato al primo turno solo per otto voti. La commissione elettorale che opera presso il Tribunale di Crotone, riunitasi oggi pomeriggio, ha assegnato alle liste del candidato a sindaco del centrodestra altri 16 voti, per cui la percentuale dei consensi conseguiti dalle dieci liste che hanno appoggiato Antonio Manica passa dal 49,93% già computato al 49,97%. Secondo quanto riferisce l’avvocato Sandro Cretella, che rappresenta il candidato a sindaco Vincenzo Voce, secondo classificato, la commissione ha concluso la sua attività per quanto riguarda l’attribuzione delle preferenze alle liste. In questa fase il risultato potrebbe essere messo in discussione solo in caso di un ricorso al Tribunale amministrativo della Calabria. Il parlamentare forzista Sergio Torromino, coordinatore della campagna elettorale del centrodestra, ha detto che «la coalizione sta valutando anche l’opportunità di presentare un ricorso al Tar».
Se le liste di Manica avessero avuto gli otto voti che mancano per arrivare al 50%, sarebbe scattato a loro favore il riconoscimento del premio di maggioranza. Già al primo turno il centrodestra avrebbe eletto almeno 20 consiglieri comunali su 32. In discussione comunque non c’è il ballottaggio perché nessuno dei quattro candidati a sindaco ha superato la soglia del 50%. Il ballottaggio si farà tra Manica, che ha ottenuto il 41,60% e Voce che ha conquistato il 36,22%. L’eventuale assegnazione del premio di maggioranza al primo turno avrebbe messo e potrebbe mettere Voce in una situazione complicata in caso di elezione a sindaco: ci sarebbe un sindaco senza maggioranza consiliare. La situazione, quindi, secondo il legale, è stata cristallizzata e si va al ballottaggio senza il pericolo dell’anatra zoppa. Così viene chiamata la situazione anomala di un sindaco che non elegge una maggioranza consiliare.
Il voto al primo turno, anche se non c’è il premio di maggioranza, definisce il numero di seggi da assegnare in base alle percentuali conquistate dalle liste. Le ipotesi che circolano dicono che Manica avrebbe già conquistato nove seggi: tre di Forza Italia (Fabio Manica, Mario Megna e Alessia Lerose), due della lista Consenso (Enrico Pedace e Fabiola Marrelli, due di Fratelli d’Italia (Andrea Tesoriere e Valentina Borrelli) e uno della lista Manica sindaco (Giuseppe Fiorino) Nove perché in caso di sconfitta al ballottaggio entrano in consiglio i candidati a sindaco in qualità di consiglieri. Voce conquisterebbe sette seggi: Raffaele Via e Vincenzo Familiari della lista Tesoro Calabria, Fabrizio Meo e Floriana Mungari di Città libera, Domenico Ceraudo e Antonella Passalaqua di Crotone Cambia. Sempre secondo questa ipotesi entrerebbero in Consiglio Andrea Devona per i Democratici e progressisti e Antonio Megna dei DemoKratici , che hanno sostenuto il candidato a sindaco Danilo Arcuri. Il M5S elegge solo il candidato a sindaco, Andrea Correggia. (redazione@corrierecal.it)





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