«Dal congresso regionale deve nascere un Pd più credibile»

Il capogruppo dem a Palazzo Campanella risponde all’editoriale del direttore del Corriere della Calabria. «Solo la chiarezza porterà i bisogni della Calabria nell’agenda dei tavoli romani». Ma il partito deve recuperare il terreno perso in questi anni di nulla

«Ho letto con particolare attenzione e interesse la nota odierna di Paola Militano in merito all’ultima consultazioni referendaria, regionale e amministrativa. Sono molti gli aspetti della sua analisi che ritengo condivisibili, a cominciare dal fatto che il risultato del referendum non deve passare per una meta di arrivo ma deve configurarsi come un saldo punto di partenza per proseguire in un processo di riforme atte a rendere più efficiente la nostra democrazia parlamentare. In questo senso, penso che legge elettorale, revisione dei regolamenti parlamentari e superamento del bicameralismo perfetto siano prioritari. Allo stesso modo, mi pare evidente che la paventata spallata al Governo non c’è stata e che anzi, si intravedono segnali incoraggianti per chi ha inteso e intende continuare a contrastare la falsità della narrazione salviniana e meloniana: il PD si attesta come primo partito e argine unico ed effettivo contro la pericolosa deriva sovranista. Non è un dato da poco e non tutti erano disposti a scommetterci fino a pochi mesi fa». È il capogruppo dem a Palazzo Campanella, Domenico Bevacqua, a rispondere all’editoriale del direttore del Corriere della Calabria, Paola Militano.
«Rivolgendo lo sguardo alla Calabria – scrive ancora Bevacqua – concordo sull’evidenza che, ad oggi, il buon governo regionale risulta non pervenuto. Quanto, invece, al PD calabrese, mi permetto di rilevare un dissenso di merito in relazione al giudizio che emerge dalla nota: non intendo certo nascondere le difficoltà in cui si dibatte il partito alle nostre latitudini ma è necessario fissare alcuni punti fermi che, forse, risultano ancora poco manifesti. Il congresso regionale del partito si farà».
«Zingaretti e la segreteria nazionale – scrive ancora – condividono e appoggiano la nostra richiesta, proprio perché essa si pone in continuità con quanto già avviato e sarà questa la sede per riconfermare e rendere pienamente attivo quel processo di apertura iniziato in occasione delle regionali dello scorso gennaio. Smentendo così la narrazione quotidiana di un PD nazionale poco attento alla Calabria e ai suoi gruppi dirigenti. Sarà, infatti, il congresso la sede per sciogliere le troppe ambiguità ancora presenti in seno ai territori: quelle ambiguità che, tanto per fare un esempio, hanno impedito una candidatura unitaria a Crotone e che devono essere tagliate di netto, pena la impossibilità di presentarsi in maniera credibile ai calabresi desiderosi di impegnarsi e dare il proprio consenso a un’area larga e partecipata di centro sinistra».
«Il congresso – conclude il capogruppo dem – stabilirà una linea unitaria che garantirà un percorso preciso e non lascerà più i singoli sindaci e amministratori a presidiare e vivere in solitudine i rapporti con le comunità. Il congresso sarà un banco di prova che dovrà produrre chiarezza. Solo la chiarezza ci darà quella credibilità capace di farci interloquire su un piano di parità con la segreteria nazionale e ci consentirà di portare al cento dell’agenda dei tavoli romani le specificità e le necessità della nostra terra. Naturalmente tutto ciò dipenderà dalla maturità e dall’unità che la classe dirigente calabrese dimostrerà in questo percorso».

Al capogruppo dem Bevacqua, risponde il direttore: 

Caro Bevacqua
Buon senso vorrebbe che nell’interesse del Pd calabrese e non solo, si celebrasse un congresso vero con l’obiettivo di recuperare il terreno perso insieme alla credibilità evaporata in questi anni di nulla, sulla base, finalmente, di regole chiare e condivise, di un coinvolgimento consapevole dei territori in vista delle prossime sfide sul tappeto che come sa sono davvero impegnative.
Ma di buone intenzioni, come è noto, spesso é lastricata la via dell’inferno. Buon lavoro.





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