«A San Giovanni disfatta del Pd figlia di scelte affrettate»

Il sindaco uscente Belcastro e gli esponenti dem della sua giunta analizzano il voto delle ultime amministrative che pongono i democrat fuori gioco: «Invitiamo tutti ad una riflessione seria e responsabile»

SAN GIOVANNI IN FIORE «È pesantissima la sconfitta del Partito Democratico a San Giovanni in Fiore che raccoglie, come preferenza di lista, un misero 7,71%. Una sconfitta che riteniamo sia figlia di scelte politiche affrettate, criticate dalla base del partito anche perchè non è mai stata chiamata al confronto, e, infine, non comprese dai cittadini/elettori. Una situazione di cui tutti, ovviamente con diverso peso rispetto alle responsabilità dirigenziali e decisionali che si ricoprono all’interno del partito stesso, dobbiamo in qualche modo sentirci responsabili. Non si cerchi, pertanto, il capro espiatorio di turno, sarebbe ulteriormente distruttivo e scorretto». È quanto affermano il sindaco uscente , Pino Belcastro, con gli assessori democrat uscenti, Marianna Loria, Milena Lopez, Leonardo Straface e Giovanni Gentile, analizzando il risultato emerso dalle urne.
«Per quanto ci riguarda – proseguono gli amministratori Pd – abbiamo fatto quanto era nelle nostre possibilità per sostenere il candidato a sindaco Lacava e la lista del nostro partito. Il risultato è stato certamente scadente, ce ne dispiace, ma sicuramente non è da addossare a noi la sconfitta; a noi che non siamo stati ritenuti meritevoli di ricandidatura per un’azione amministrativa valutata dal nostro partito negativamente ( ragion per cui non abbiamo inteso candidarci onde evitare ulteriori contraddizioni). Le ragioni dell’ implosione del Pd quindi, vanno ricercate nella scelta, compiuta dagli esponenti piddini a vario livello, di presentare un progetto alternativo al sindaco Belcastro ed alla sua Giunta, mortificandone l’azione ed i risultati che sono sotto gli occhi di tutto, rinunciando con superbia ed arroganza, peraltro, a capitalizzarne il consuntivo assai positivo ed apprezzato dalla comunità. Si aggiunge, inoltre, che i 1.374 voti ottenuti complessivamente dal candidato Lacava confermano i voti espressi dai simpatizzanti del Pd nel voto per le primarie, che complessivamente sono stati 1.262 di cui 695 per Lacava e 667 per Belcastro. Un dato quest’ultimo che oltre a ratificare la nostra analisi, manifesta ulteriormente la debolezza delle scelte compiute e l’incapacità del partito e dei suoi esponenti a far passare il nuovo progetto politico/amministrativo di Lacava sindaco tra la gente».
«La sconfitta, e sbaglia chi si ostina e negarla – sottolineano – mettendo l’accento sul “grande risultato nonostante tutto e tutti”, dunque, è figlia di diverse situazioni che è inutile analizzare nel particolare in questa sede, ma su cui non avremo alcuna difficoltà a confrontarci se saremo chiamati a farlo, soprattutto alla luce della difficoltà di individuare la forza elettorale espressa in campagna elettorale dalla platea di esponenti del PD che avrebbe sostenuto il progetto Lacava, tanto da acconsentire, a neanche un mese dal voto, alla celebrazione di primarie evidentemente e prevedibilmente divisive. Un timore, quest’ultimo, che noi assessori abbiamo espresso per tempo e con un documento ufficiale al commissario Marco Miccoli».
«Detto ciò – concludono gli amministratori florensi – invitiamo tutti ad una riflessione seria e responsabile, abbandonando i toni polemici in uso e la fastidiosa pratica della caccia alle streghe, convinti che ciò non serva ad un partito che vuole rafforzarsi e crescere per dare risposte ai bisogni della gente. Si convochi, dunque, immediatamente l’assemblea degli iscritti del Pd che hanno il diritto di dire la loro e di essere protagonisti del rilancio del loro partito».





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