Crotone, Pd sempre più spaccato

Un gruppo dem potrebbe sostenere al turno del ballottaggio Voce e l’altro Manica. Anche se la posizione ufficiale è distante dai due candidati sindaco. Intanto Iacucci è atteso in città

di Gaetano Megna
CROTONE Si spacca l’area del Partito democratico che, al primo turno delle elezioni amministrative a Crotone, ha sostenuto il candidato a sindaco Danilo Arcuri. Le fibrillazioni erano già iniziate durante la campagna elettorale per i comportamenti messi in campo da alcuni candidati. Secondo quanto riferiscono fonti di questa area dem, per una manciata di voti di preferenza ci sono stati candidati eccellenti e dirigenti che operato per fare le scarpe ad altri candidati e dirigenti che hanno giocato un ruolo importante quando è stato fatto l’accordo con il “reuccio” di via Firenze, Enzo Sculco.
L’operazione messa in campo avrebbe avuto lo scopo di isolare questi dirigenti ed evitare che i candidati sostenuti da questi uscissero dalla competizione elettorale con le ossa rotte.
Secondo le fonti ci sarebbe stato un assalto alla diligenza per arrivare al prossimo congresso cittadino su una posizione di forza. La campagna elettorale sarebbe diventata così un atto propedeutico al prossimo congresso cittadino.
La lista messa in campo dall’area dem a sostegno di Arcuri non ha comunque brillato, perché ha conquistato il 5,50% (1.765 voti). È stata superata per consensi da altre nove liste e nella coalizione che sosteneva Arcuri anche dai Democratici e progressisti (6,69% con 2.146 voti) e DemoKratici (5,83% 1.871 voti). Il Partito cittadino – così si definiscono i rappresentanti dem che hanno spaccato il Pd per allearsi con Sculco – ha voluto l’accordo con il “reuccio” perché erano convinti di giocarsi la partita elettorale, ma già alla fine del primo tempo sono usciti di scena. La fase congressuale già avviata impedisce loro di fare da spettatori disinteressati per il ballottaggio. Ecco perché si è aperta un’altra partita e cioè quella del sostegno ai due candidati a sindaco che sono andati al ballottaggio (Antonio Manica candidato del centrodestra e Vincenzo Voce appoggiato da movimenti civici). Anche in questa fase i rappresentanti del Pd cittadino sembrano essere destinati alle divisioni: un gruppo potrebbe sostenere Voce e l’altro Manica. I sostenitori di Manica potrebbero essere mossi dall’interesse politico. Se vince Manica le liste che hanno sostenuto Arcuri eleggono sei consiglieri (cinque più Arcuri). In questo caso entrerebbe in consiglio comunale la segretaria cittadina Pd, Antonella Stefanizzi, la più votata della lista Progressisti per Crotone. Mentre se vince Voce i Riformisti per Crotone non entrerebbero, perché scatterebbero solo tre seggi. Ecco perché ci sarebbero questioni di convenienza a sostenere con il voto Manica. Il voto per Manica potrebbe essere vantaggioso anche per Sculco, perché anche le sue liste potrebbero eleggere più rappresentanti nel prossimo consiglio comunale. Ufficialmente Arcuri e il partito cittadino Pd hanno diffuso note con le quali prendono le distanze dai due candidati del ballottaggio. Di sicuro l’area che non ha interessi perché non ha candidati da eleggere, ha deciso di votare per Voce. Manica è il candidato del centrodestra e la Lega che sono gli avversari storici del Pd e, quindi, la scelta diventa politica. Domani arriva a Crotone il commissario provinciale del Pd, Franco Iacucci, per una serie di incontri con i suoi. Si tratta del primo ritorno di Iacucci nella città pitagorica dopo la debacle subita per la mancata presentazione di un proprio candidato a sindaco e di una lista con il simbolo del Pd. Le indiscrezioni raccolte per questa visita parlano dell’inizio delle attività da mettere in campo per ricostruire il partito, anche perché sullo sfondo c’è il congresso. Si parlerà anche di una partecipazione dem al ballottaggio? L’ipotesi non viene esclusa. A favore di chi? «Il nemico politico del Pd è il centrodestra», dicono in tanti. (redazione@corrierecal.it)





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