Reggio e Crotone, nessun apparentamento dei candidati in vista del ballottaggio

Sia Falcomatà e Minicuci che Voce e Manica correranno con le stesse liste che li hanno supportati al primo turno. Il ritorno alle urne è fissato per il 4 e il 5 ottobre

Sia a Reggio Calabria che a Crotone, i candidati a sindaco che si sfideranno al prossimo ballottaggio, il 4 e 5 ottobre, correranno con le stesse liste che li hanno sostenuti nel primo turno, senza dunque nuovi apparentamenti. È scaduto a mezzogiorno di ieri il termine per la presentazione, alla Segreteria generale del Comune di Reggio Calabria delle eventuali dichiarazioni di collegamento con ulteriori liste, rispetto a quelle con cui è stato effettuato il collegamento nel primo turno.
Né Antonino Minicuci, dunque, candidato sindaco della coalizione di centrodestra, né Giuseppe Falcomatà, sindaco uscente e candidato della coalizione di centrosinistra hanno sottoscritto e dichiarato accordi ufficiali con i rappresentanti delle liste escluse dal ballottaggio. Entrambi, però, avevano manifestato “aperture” nei confronti dei candidati cosiddetti ‘civici”. Minicuci, in conferenza stampa, pur confermando la volontà di correre da solo, si è rivolto ad Angela Marcianò, ex assessore ai lavori pubblici della Giunta Falcomatà, presentatasi a capo di una coalizione con 3 liste civiche e una della Fiamma Tricolore per un accordo programmatico. Al momento, però, non ha ricevuto alcuna risposta. Sul fronte opposto, da registrare l’apertura del candidato Sindaco Saverio Pazzano, a capo del movimento “La Strada” e sostenuto dalla lista “Riabitare Reggio” a sostegno di Falcomatà. «La nostra area di riferimento – ha dichiarato Pazzano – resta sempre il centrosinistra. Ma ci porremo come una forza di minoranza, alternativa e libera».
CROTONE Stessa sorte anche a Crotone. Anche qui, infatti, non sono stati siglati apparentamenti ufficiali in vista del prossimo ballottaggio tra i candidati sindaci Antonio Manica, del centrodestra, e Vincenzo Voce, “civico”. I due sfidanti andranno al voto, domenica 4 e lunedì 5 ottobre, con i loro schieramenti. Manica, che dalla sua ha il sostegno di dieci liste tra cui Lega, Fdi e Forza Italia, al primo turno ha ottenuto 13.774 voti, pari al 41,6%; Vincenzo Voce, candidato sindaco supportato da quattro liste, ha raccolto 11.986 voti pari al 36,21%. Da rilevare che mentre Manica ha avuto più di duemila voti in meno rispetto alle sue dieci liste, Voce ne ha avuti quasi quattromila in più grazie al voto disgiunto. I due candidati sconfitti Danilo Arcuri, candidato del centrosinistra orfano del simbolo e del sostegno del Pd provinciale, ma appoggiato dai dem cittadini, e Andrea Correggia del Movimento 5 Stelle, avevano fatto già sapere di non aver alcuna intenzione di fare apparentamenti. Solo le due parlamentari crotonesi elette nei Cinque Stelle, Elisabetta Barbuto e Margherita Corrado, hanno fatto un endorsement a favore di Voce.





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