Palazzo Campanella approva il consuntivo 2019. Interrogazioni, il solito “flop”

Via libera del Consiglio regionale al rendiconto finanziario dello scorso anno e alla modifica del rendiconto. Botta e risposta tra Bevacqua e Gallo sui fondi a favore degli studenti fuori sede restituiti alla giunta. E il question time si rivela monco: non discussi 27 atti di isndacato ispettivo su 37 all’odg

REGGIO CALABRIA Il Consiglio regionale ha approvato i primi due punti all’ordine del giorno della seduta odierna, relativi al rendiconto dell’esercizio finanziario 2019 e alla relazione sulla gestione della stessa Assemblea e a una modifica dello stesso rendiconto.
A relazionare sulla pratica è stato il segretario questore Filippo Mancuso (Lega), che ha spiegato come nel bilancio del Consiglio regionale «c’è un fondo cassa di 10 milioni e un avanzo di amministrazione pari a 42 milioni, dei quali 17,9 milioni vincolati, 12 milioni per investimenti e 3,9 milioni libero: in questo avanzo rientrano gli 8 milioni che ad aprile il Consiglio regionale ha restituito alla Giunta per mettere in campo interventi anti crisi da Covid 19, come l’1 milione per il Banco Alimentare e i contributi per gli studenti universitari calabresi fuori sede».
Il capogruppo del Pd, Mimmo Bevacqua, ha chiesto «una riflessione sulla parte relativa ai fondi restituiti alla Giunta perché ho ricevuto molte lamentele da tanti studenti fuori sede, che sono rimasti fuori dai rimborsi».
Sul punto, ha replicando l’assessore regionale Gianluca Gallo, sostenendo che «Bevacqua pone una questione seria» ma spiegando che «la dotazione voluta dalla maggioranza era inizialmente di tre milioni, da successivi calcoli sarebbe emersa una necessità di almeno 5 milioni visto che sono arrivate oltre 8 mila domande e l’istruttoria richiede i suoi tempi». «La presidente Santelli – ha rilevato Gallo – è disponibile a finanziare tutte le domande che saranno ammesse, per cui crediamo che non ci saranno domande che non saranno finanziate, faremo tutti gli sforzi per non lasciare nessuno fuori».
Nella contro risposta Bevacqua ha osservato: «La risposta dell’assessore Gallo mi soddisfa parzialmente, perché in emergenza si deve intervenire con immediatezza, e si potrebbero utilizzare per gli studenti fuori sede risorse che non avete utilizzato per altre cose.
Non faccio polemica ma parlo come cittadino. Invito la Giunta ad accelerare il più possibile tutte le iniziative che avete messo in campo e sono utili a dare ossigeno alle imprese calabresi». A sostegno della posizione di Gallo sono intervenuti Baldo Esposito (Cdl) e Filippo Pietropaolo (Fratelli d’Italia), che hanno chiesto a Bevacqua di spiegare «quali sono i fondi non spesi di cui parla». «Forse il riferimento di Bevacqua – spiega Pietropaolo – può essere alla dotazione in favore dei cassintegrati, messa in piedi dall’assessore Orsomarso per evitare licenziamenti alla fine del periodo di cassa integrazione: è una misura che produrrà effetti non oggi ma domani, per cui è comunque utilissima».
I lavori del Consiglio sono proseguiti con la discussione di alcune mozioni e ordini del giorno inseriti all’odg in apertura dei lavori: Graziano Di Natale (“Io Resto in Calabria”) chiede se comunque si svolgeranno le interrogazioni già inizialmente previste all’ordine del giorno, ma il presidente del Consiglio regionale, Mimmo Tallini ha spiegato che sono stati inseriti i nuovi punti votando una modifica all’ordine del giorno.
IL “FLOP” INTERROGAZIONI Successivamente, il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno sulla riapertura della stagione venatoria con particolare attenzione al contrasto all’emergenza cinghiali, un odg sui precari della scuola, una mozione sul sostegno alla candidatura di Sybaris quale Patrimonio dell’Unesco. Quindi, l’ultimo punto all’ordine del giorno, lo svolgimento delle interrogazioni, un punto che – come peraltro è ormai prassi da almeno tre legislature – si è rivelato un sostanziale “flop”: perché, tra assenza del consigliere proponente o dell’assessore interrogato, ritiro, rinvio, mancanza di attualità dell’atto di sindacato ispettivo, spesso risalennte a parecchi mesi fa, la gran parte delle interrogazioni finiscono in cavalleria. Stasera, in particolare, non ne sono state discusse 27 su 34: delle 27, non ne sono state discusse ben 13 per assenza dell’assessore interrogato. «Diamoci delle regole», ha commentato il democrat Mimmo Bevacqua per il quale «le interrogazioni rischiano di diventare inattuali o inutili, propongo un question time ogni 20 giorni con 10-15 interrogazioni, così anche il consigliere regionale diventa davvero protagonista. Lo dico – ha specificato Bevcaqua – non come polemica ma come suggerimento». Il presidente del Consiglio regionale, Tallini, ha ringraziato per il suggerimento, spiegando che «non stiamo facendo altro che seguire le regole, questo impone la regola, che è certamente suscettibile di miglioramento. Possiamo metterci d’accordo di organizzarci meglio ma – ha rilevato Tallini – dipende anche da noi come utilizzare al meglio questo importante strumento».
Tra le interrogazioni discusse da segnalare, una di Graziano Di Natale (“Iric”) i sui tirocinanti, una di Marcello Anastasi (“Iric”) sull’ambiente, con la “prima” dell’assessore De Caprio “Ultimo” in aula: De Caprio ha ringraziato «tutti per la straordinaria accoglienza, davvero grazie di cuore». Quindi, un’interrogazione di Francesco Pitaro sulla chiusura del Castello Aragonese di Le Castella e un’altra interrogazione di Pitaro sulle attività commerciali escluse dalla Giunta da alcuni bandi Covid di aprile: «La Regione Calabria è quella che ha fatto di più di intermini di risorse e investimenti, riprogrammando risorse nostre ma senza avere risorse dal governo. Nelle prossime settimane adotteremo altri provvedimenti – come un fondo di rotazione gestito da Fincalabra e non dalle banche – per includere altre categorie», ha risposto sul punto l’assessore Fausto Orsomarso, lasciando però Pitaro «insoddisfatto, perché resta illogico penalizzare attività che hanno comunque svolto un servizio, e perchè ancora, a distanza di quattro mesi, la Giunta è ancora in una fase di valutazione». (a.cant.)





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